Linee guida Usa per l’artrite reumatoide, debuttano glucocorticoidi e tofacitinib

Selezionata da Pietro Cazzola

Artrite reumatoideUna commissione dell’American College of Rheumatology (Acr) sta elaborando una nuova versione delle linee guida per la gestione dell’artrite reumatoide che includeranno per la prima volta informazioni sui glucocorticoidi e su tofacitinib, inibitore orale delle Janus chinasi. Il documento è atteso per la primavera del 2015 ma le principali raccomandazioni del progetto attuale, non ancora peer-reviewed, sono state presentate a Boston, durante il meeting annuale Acr 2014, da Jasvinder Singh, della University of Alabama di Birmingham. «Il board ha fortemente caldeggiato una strategia “treat-to-target”, al posto di un approccio “non targeted”, sia in fase precoce sia con quadro conclamato» ha spiegato Singh. Per l’esattezza, nell'artrite reumatoide precoce - definita da una durata della malattia inferiore a 6 mesi – la commissione raccomanda con forza l’uso di Dmard in monoterapia per pazienti naïve a tali farmaci e con attività di malattia bassa, moderata o alta. Per i pazienti con attività di malattia moderata o alta che hanno una “fiammata”, il panel indica il ricorso a glucocorticoidi alla dose più bassa possibile per il più breve tempo possibile per ottimizzare il rapporto rischio-beneficio. I soggetti che non hanno successo con la monoterapia Dmard e presentano ancora un’attività di malattia da moderata a elevata dovrebbero ricevere una combinazione di Dmard tradizionali, un inibitore del fattore di necrosi tumorale (Tnf) con o senza metotrexato o un biologico non anti-Tnf, con o senza metotrexato. Se questi pazienti sperimentano una fiammata, i glucocorticoidi a breve termine sono ancora raccomandati. In generale si consiglia l'aggiunta di basse dosi di cortisonici nel regime di trattamento se le varie possibilità di combinazione non sono efficaci e l'attività della malattia resta moderata a elevata. «Il progetto di algoritmo di trattamento per l'artrite reumatoide conclamata è simile a quello raccomandato per la malattia precoce» ha riferito Singh. Per i soggetti Dmard- naïve con malattia franca, la monoterapia con Dmard, di solito metotrexato, è raccomandata come trattamento di prima linea per i pazienti con malattia di attività lieve, moderata o alta.  Dopo il fallimento con Dmard, il panel raccomanda vivamente la combinazione di Dmard tradizionali, anti-Tnf con o senza metotrexate, biologici non anti-Tnf, con o senza metotrexate, o tofacitinib più metotrexate. Se in questi pazienti l’attività di malattia rimane da moderata ad alta, il clinico può considerare l’aggiunta di glucocorticoidi a basse dosi. Questi ultimi possono essere usati anche per le fiammate. Per coloro che non hanno avuto successo con molteplici inibitori del Tnf il passo successivo è un biologico non anti-Tnf, con o senza metotrexato o tofacitinib con o senza metotrexato. I pazienti che hanno fallito con un anti-Tnf e un biologico non anti-Tnf dovrebbero ricevere un altro biologico non-anti-Tnf, con o senza metotrexato o tofacitinib con o senza metotrexato. Coloro che non hanno avuto successo con diversi farmaci biologici anti-Tnf dovrebbero ricevere tofacitinib con o senza metotrexato o un inibitore del Tnf, con o senza metotrexato, a condizione che non abbiano già ricevuto un inibitore del Tnf.

A.Z.