Con alluvioni 'boom' allergie muffe, +30-50%

Selezionata da Pietro Cazzola

AlluvioniSi possono trovare in frigoriferi puliti male, negli angoli umidi della casa, sulla carta da parati o nel bagno ma anche all’aria aperta. Sono i micofiti o muffe che, secondo la Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica (Siaaic), complici le alluvioni del mese scorso, faranno aumentare del 30-50% le allergie. Un recente studio, inoltre, ha dimostrato che una casa su tre ha concentrazioni di muffe in grado di creare condizioni pericolose per la salute. Maggiori gli effetti per i bambini e per gli anziani, che si dimostrano i soggetti più a rischio.
Secondo gli specialisti, dunque, la presenza di micofiti in casa non va trascurata: si sviluppano principalmente in condizioni di umidità superiore al 65% e di temperatura tra i 14 e i 30 gradi centigradi. "I sintomi delle allergie alle muffe - spiega Erminia Ridolo, docente di Allergologia e immunologia clinica dell’Università di Parma - sono aumentati da quando ci sono questi forti sbalzi di umidità: infatti, anche se l’allergia ai micofiti non è la più comune, è stato dimostrato che l’asma e i sintomi respiratori sono più frequenti dal 30% al 50% nelle case umide. Le muffe presenti in ambienti chiusi, in aree urbane e rurali possono provocare sintomi sia meccanismi allergici che infiammatori non allergici".
"I cambiamenti climatici, in particolare i fenomeni alluvionali, come quelli registrati negli ultimi mesi in Nord Italia ma anche nel Mezzogiorno - aggiungono gli esperti - hanno comportato un aumento delle umidità nelle case e negli ambienti interni. L’alto grado di precipitazioni, sia come durata che come severità delle piogge, ha aumentato il livello di umidità e, di conseguenza, ha provocato un peggioramento delle patologie respiratorie, anche di natura allergica. Tra le manifestazioni respiratorie più preoccupanti, le allergie alle muffe e agli acari della polvere, la cui presenza nelle abitazioni è spesso erroneamente trascurata".
I micofiti sono presenti sia nell’ambiente esterno che in quello interno: nel primo caso, sul suolo, nel sottobosco, su sostanze in decomposizione. Per quanto riguarda l’ambiente interno, si insinuano proprio dove c’è una forte presenza di umidità, quali bagni e cucine. "Per fare un esempio di tale patologia legata alle condizioni meteorologiche, dopo l’uragano Katrina negli Stati Uniti, c’è stato un forte aumento di tosse, che è stata per l’occasione ribattezzata come 'Katrina Cough', legata per l’appunto alla presenza di spore fungine nell’aria", sottolinea la Società italiana di allergologia, asma ed immunologia clinica (Siaaic)
"Queste spore, date le loro piccole dimensioni, raggiungono le vie aeree più profonde e colpiscono tramite forti crisi d’asma. Maggiori gli effetti per i bambini e per gli anziani, che si dimostrano i soggetti più a rischio - puntualizza Ridolo - Ma tali condizioni possono interessare anche gli adulti. Sono dunque due le patologie causate, le manifestazioni allergiche e le riacutizzazioni di fenomeni di broncospasmo su base non allergica".