Dieta ricca in grassi saturi aumenta il rischio di tumori al seno

Selezionata da Pietro Cazzola

Cancro mammellaUn’alimentazione ricca in grassi saturi aumenta il rischio di tumore della mammella, e in particolare dei sottotipi che esprimono recettori per gli estrogeni e il progesterone. È la conclusione di uno studio condotto da ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano guidati da Sabina Sieri della struttura di Epidemiologia e Prevenzione del dipartimento di Medicina predittiva e preventiva. «Lo studio rientra nell’ambito del più vasto progetto Epic (European prospective investigation into cancer and nutrition), studio internazionale che mira a fare luce sulla relazione tra dieta, stile di vita, fattori ambientali e incidenza di cancro e di altre malattie croniche» spiega Sieri. «Iniziato nel 1992, e tuttora in corso, ha coinvolto 500mila persone sane (di cui 300mila donne) di 10 Paesi europei, raccogliendo informazioni su dieta, peso, altezza, circonferenza vita e fianchi e campioni di sangue». Nel corso di follow-up successivi si studiano i rapporti tra dieta e insorgenza di malattie. «In questo caso ci siamo focalizzati sul confronto tra donne con tumore al seno rispetto alle non ammalate» riprende Sieri. «Già nel 2008 avevamo messo in evidenza un’associazione tra consumo di grassi saturi e insorgenza di tumore della mammella, riferendoci a 7mila casi. Prolungando il follow-up a 10mila casi, non solo si è confermato il dato, ma si è anche evidenziato come l’associazione cambi a seconda dei diversi sottotipi tumorali». In particolare, il maggior rischio di sviluppare un tumore al seno per chi consuma elevate quantità di grassi saturi è del 14% ma considerando i sottotipi tumorali aumenta del 28% e del 29% nelle donne che sviluppano tumori della mammella rispettivamente con recettori positivi per gli estrogeni (Er+) e per il progesterone (Pr+) e che non esprimono recettori per il fattore di crescita dell’epidermide (Her2-). Al tempo stesso si è verificato il fatto che sono differenti i fattori di rischio per lo sviluppo dei sottotipi Her+, molto più aggressivi. «In sintesi» afferma Sieri «ciò che viene messo in evidenza con questo studio è che il consumo di grassi saturi (cioè di origine animale, e non vegetale, come gli oli) aumenta effettivamente il rischio di sviluppo di alcuni sottotipi di tumore al seno (quali Er+ e Pr+) i quali peraltro rispondono bene alle terapie ormonali e hanno una prognosi migliore».

Arturo Zenorini