Ipertensione: diagnosi e cura vanno migliorate

Selezionata da Pietro Cazzola

IpertensioneStudiando oltre 140.000 persone in 17 paesi con diversi livelli di reddito emerge che meno della metà degli ipertesi è consapevole della diagnosi, e che le cure sono efficaci solo in un terzo dei soggetti trattati. Queste sono le conclusioni dello studio Pure, acronimo per Prospective Urban Rural Epidemiology, appena pubblicato sulla rivista Jama. «La pressione alta aumenta le probabilità di malattie cardiovascolari, che a loro volta sono più frequenti nei paesi con reddito basso, medio-basso e medio-alto» spiega Salim Yusuf, direttore del Population Health Research Institute all’Hamilton General Hospital in Canada e coordinatore del Pure. «L'importanza dell’ipertensione come fattore di rischio modificabile è ben conosciuta, e sono anche disponibili trattamenti antipertensivi efficaci e poco costosi. Per questo la prevenzione della morbilità e mortalità cardiovascolare dovrebbe essere un obiettivo realizzabile» aggiunge il ricercatore, che assieme ai colleghi ha valutato la prevalenza di ipertensione, la consapevolezza della diagnosi e l’efficacia del trattamento in 153.996 adulti  fra 35 e 70 anni reclutati tra il 2003 e il 2009 in 628 comunità di 3 paesi con reddito alto, 10 medio e medio-basso e 4 basso. «Il 40,8% dei partecipanti era iperteso, ma solo il 46,5% di loro sapeva di esserlo. E tra chi conosceva la diagnosi, l’87,5% era in cura, ma il trattamento era efficace solo nel 32,5% dei casi» osserva il ricercatore. Consapevolezza e controllo erano inferiori nei paesi a basso reddito rispetto agli altri e nei contesti rurali rispetto agli urbani. Erano invece superiori nelle donne e nei partecipanti con un maggiore livello di istruzione, specie nei paesi a basso reddito.
«La diffusa mancanza di consapevolezza e controllo in tutti i paesi studiati, nonostante la diagnosi e cura dell’ipertensione siano priorità per molte nazioni, e nonostante la disponibilità di farmaci poco costosi ed efficaci, suggerisce ampi margini di miglioramento nella diagnosi e nel trattamento della malattia» conclude Yusuf.

Jama 2013;310(9):959-968