Antinfluenzale, nessuna prova di inferiorità dei vaccini non adiuvati

Selezionata da Pietro Cazzola

Influenza«Alla luce della letteratura, una presa di posizione netta come quella di Federanziani sui vaccini antinfluenzali non pare giustificabile». Così Maurizio Bonati responsabile del Dipartimento della Salute pubblica dell’Istituto Mario Negri liquida la polemica scatenata sul fatto che la Regione Lombardia per vaccinare quest’anno i residenti over 65 contro l’influenza ha destinato tre quarti delle risorse a comprare vaccini non adiuvati, il cui costo è metà degli adiuvati, sulla carta più efficaci. La decisione presa in commissione sanità del Pirellone, e sulla quale non c’è accordo unanime, ha suscitato la reazione del presidente di Federanziani Roberto Messina, il quale ha annunciato che consiglierà agli iscritti di non vaccinarsi perché i vaccini non adiuvati sono «sconsigliati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità». «Dal punto di vista degli effetti collaterali tutti i vaccini, sia adiuvati con MF59 (squalene), o con virosomi o intradermici sia quelli tradizionali, sono ben tollerati», anticipa Bonati. E aggiunge: «Dal punto di vista della protezione invece non c’è consenso unanime; il vaccino adiuvato certo è più immunogeno». Vuol dire meno ricoveri e meno decessi? «Verosimile, ma ancora da dimostrare in modo appropriato e generalizzabile. Nell’abbattere contagi e conseguenze è comunque importante privilegiare le categorie a rischio (una parte della popolazione anziana), e forse solo per queste ci sarebbe un razionale per privilegiare la scelta dei vaccini adiuvati». Per Bonati, «queste variabili giustificano l’attenzione ai costi in Lombardia anche se poi da una regione all’altra il prezzo per l’Asl può raddoppiare, come ha denunciato il nostro istituto nel caso del vaccino anti-Hpv acquistato in una Regione a 62,5 euro e in un'altra a 120. Ma nella scelta economica si dovrebbero calcolare anche i costi della sensibilizzazione dei cittadini e della mobilitazione dei sanitari. In tal modo si eviterebbe di subire le logiche commerciali presenti nella spinta pro o contro questo o quel vaccino».