Chi ne ha veramente bisogno si alimenta in modo sano? La risposta dallo studio PREDIMED

Selezionata da Pietro Cazzola

CerealsL’abitudine ad assumere molta frutta e verdura, cereali integrali e fibre, semi oleosi, olio extravergine, e ridotte quantità di carni rosse, è ormai concordemente associata con un aumento della longevità e con una riduzione della prevalenza di patologie cardiovascolari. Tuttavia, malgrado la concordanza di evidenze in materia, sembra che proprio chi potrebbe maggiormente beneficiare di tali vantaggi sia meno propenso ad adottare abitudini alimentari in linea con il modello alimentare mediterraneo. Studiando 7.305 partecipanti allo studio PREDIMED (uomini over 55 e donne over 60, ad alto rischio cardiovascolare) i ricercatori spagnoli hanno evidenziato che le persone con diabete (OR= 1,13; CI 95%:1,03-1,24), quelle con un rapporto altezza/circonferenza addominale sfavorevole (OR per 0,1 unità= 1,35; CI 95%: 1,22-1,49), i sedentari e i fumatori (OR= 1,28; CI 95:1,11-1,47) mostrano una minore aderenza alla Dieta Mediterranea, scarsa propensione che è condivisa anche dalle persone con minore istruzione e dai single. Al contrario, gli ex-fumatori (OR = 0.87, 95% CI, 0,78-0,98) e coloro i quali svolgono una maggiore attività fisica (OR per il terzo vs il primo terzile= 0,69; CI 95%: 0,62-0,78). Dunque, l’attività di educazione/motivazione va probabilmente indirizzata anche e soprattutto su questi gruppi di persone per favorire l'adozione di più sane abitudini alimentari.

Fonte originale:

Lifestyles and Risk Factors Associated with Adherence to the Mediterranean Diet: A Baseline Assessment of the PREDIMED Trial
Hu EA, Toledo E, Diez-Espino J et al.
PLoS One. 2013 Apr 29;8(4):e60166. doi: 10.1371/journal.pone.0060166. Print 2013.