Azione dei lattobacilli contro il Trichomonas

Selezionata da Pietro Cazzola

TrichomonasIl vecchio rimedio tradizionale dello yogurt usato per curare le infezioni vaginali non agisce solo diminuendo il pH locale e inibendo così la crescita della Candida albicans, ma anche riducendo l'adesività del Trichomonas vaginalis alla parete mucosa.
Lo dimostra uno studio in vitro, condotto da Niha Phukan e collaboratori dell'Università di Auckland, in nuova Zelanda, e pubblicato sulla rivista Sexually Trasmitted Diseases.
L'infezione da Trichomonas è tra le più comuni tra quelle a trasmissione sessuale ed era già noto che, per aderire alle cellule vaginali dell'ospite, il parassita deve superare una barriera costituita da lattobacilli, naturalmente presenti in loco. «Abbiamo incubato cellule vaginali con diversi tipi di lattobacilli (e in particolare il Lactobacillus plantarum e il Lactobacillus pentosus) e poi abbiamo valutato quanto facilmente il parassita riuscita ad aderire alle diverse colture» spiega Phukan.
Non tutti i ceppi di Trichomonas sono ugualmente capaci di aderire alla parete vaginale e non tutti i ceppi di lattobacilli hanno la medesima capacità di inibire i meccanismi di adesione. I due lattobacilli sopra citati sono risultati essere i più efficaci, poiché agiscono proprio sulle caratteristiche di adesività del parassita.
«Nel considerare il rischio di contrarre questo tipo di infezione a trasmissione sessuale, è essenziale valutare anche l'importanza della microflora simbiotica delle vagina» continua Phukan.
Colpiti dagli effetti significativi dei lattobacilli sulle capacità di adesione del parassita, i ricercatori hanno anche valutato in che modo la superficie del Trichomonas, ricca di lipoglicani, è implicata nella modulazione dell'adesività mediata dai lattobacilli. «Abbiamo scoperto che proprio i lipoglicani contribuiscono, almeno parzialmente, all'edsione del Trichomonas nelle colture di cellule vaginali attraverso la secrezione di una molecola specifica, la galectina-1».

Sexually Trasmitted Diseases  DOI:10.1136/SEXTRANS-2013-051039