Gli antiossidanti proteggono il cervello?

Selezionata da Pietro Cazzola

l livello globale di antiossidanti nella dieta non è legato al rischio di sviluppare ictus o demenza. Lo afferma, contrariamente a studi svolti in precedenza, una ricerca appena pubblicata on line su Neurology, la rivista medica dell'Accademia americana di neurologia. «Antiossidanti come licopene, beta-carotene oppure vitamine C ed E si trovano in molti alimenti» dice Elizabeth Devore, epidemiologa della Harvard medical school di Boston. «E ricerche precedenti suggerivano che questi composti potessero aiutare a proteggere da ictus e demenza. L’ipotesi giusta, invece, potrebbe essere che ad abbassare il rischio di malattia sia il singolo antiossidante, oppure il tipo di cibo che lo contiene, piuttosto che la quantità totale di antiossidanti nell’organismo». Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori di Harvard hanno esaminato 5.395 individui di 55 o più anni senza segni di demenza all'inizio dello studio. All’arruolamento i partecipanti hanno compilato questionari sulla frequenza con cui avevano mangiato un elenco di 170 alimenti nel corso dell'ultimo anno, poi sono stati divisi in tre gruppi - bassi, moderati e alti livelli di antiossidanti nella dieta - e seguiti per circa 14 anni. «Circa 600 persone hanno sviluppato la demenza nel corso dello studio, e altre 600 hanno avuto un ictus» spiega l’epidemiologa di Harvard. Contrariamente alle aspettative, tuttavia, i ricercatori hanno scoperto che i soggetti con alti livelli di antiossidanti avevano le stesse probabilità di sviluppare le due malattie cerebrali rispetto a chi aveva bassi livelli di antiossidanti. Osserva Devore: «Il 90% circa della differenza nei livelli di antiossidanti dipendeva dalla quantità di caffè e tè, che tuttavia contengono elevati valori di antiossidanti non tradizionali come i flavonoidi». Questi dati, in effetti, differiscono da quelli di uno studio italiano che aveva invece rilevato una stretta correlazione inversa tra alte concentrazioni totali di antiossidanti e basso rischio di ictus. «Gli Italiani, tuttavia, non solo consumavano meno caffè e tè, ma assumevano anche maggiori quantità di bevande alcoliche, frutta e verdura» conclude Devore.

Neurology 2013; 80:904–910