Alzheimer, l’assistenza ai malati sarà la vera sfida dei prossimi anni

Selezionata da Pietro Cazzola

alzheimerL’Alzheimer pone sfide ai ricercatori ma anche alle autorità sanitarie: lo afferma Marco Trabucchi, presidente dell'Associazione italiana di psicogeriatria. Nei giorni scorsi, il problema di questa temuta malattia è stato posto in primo piano dalla notizia, subito smentita, secondo cui ne sarebbe stato colpito uno degli attori più noti, Sean Connery. «Ci troviamo oggi in una situazione particolare» spiega il professor Trabucchi «in cui la ricerca sta facendo enormi passi avanti nella conoscenza dell’Alzheimer e nella capacità di identificare l’accumulo cerebrale di beta-amiloide in fase pre-clinica e pre-sintomatica, ma quel che non riusciamo ancora a fare è trovare una terapia adeguata». Qualche mese fa, il presidente americano Barack Obama, nello stanziare fondi consistenti per la ricerca, ha dichiarato che l’Alzheimer non avrà una cura valida prima del 2025. «Credo che questa sia la posizione più seria alla luce dei dati di cui oggi disponiamo» commenta Trabucchi «non è ipotizzabile di ottenere farmaci efficaci nel breve periodo. E anzi sarà sempre più forte la discrepanza tra il progresso a livello diagnostico e la mancanza di terapie; questo si accompagnerà alle immaginabili tensioni dovuti a persone che sapranno di ammalarsi ma di non potersi curare». Ma la società è pronta a prendere in carico questi pazienti? «Devono essere fatti molti passi avanti. I problemi sono di vario tipo, il primo è di tipo psicologico: ci saranno sempre più persone ammalate di demenza con situazioni familiari complesse e spesso degradate. In secondo luogo, le autorità sanitarie devono mettere in atto interventi a costo contenuto, di supporto alle famiglie: se tutte le persone affette da demenza fossero ricoverate in strutture residenziali, il sistema non reggerebbe». La confermano le cifre: in Italia, ci sono circa un milione di persone affette da demenze e Alzheimer. «Secondo alcuni studi» riferisce Trabucchi«un paziente costa in media circa 60.000 di euro all’anno: l’assistenza a queste persone è una delle grandi sfide dei prossimi anni».