Al via la XIII edizione di “The Future of Science” The Lives to Come

Venezia, 21-22 settembre 2017. “La scienza deve uscire dalla torre d’avorio, se si isola rischia di esaurirsi”. Così Umberto Veronesi spiegava al mondo l’importanza del sostegno alla scienza e ai suoi valori. A un anno dalla scomparsa, il suo pensiero continua a vivere, attuale più che mai, e rimane alla base della XIII edizione della conferenza internazionale The Future of Science, che fin dai primi passi ha avuto il supporto di Fondazione Giorgio Cini, Fondazione Silvio Tronchetti Provera e Fondazione Umberto Veronesi.
I CONTENUTI DELLA CONFERENZA - The Future of Science quest’anno affronterà il tema “The Lives to Come” (La vita di domani), analizzando l’impatto che le scoperte scientifiche hanno sulle nostre vite: di oggi, ma soprattutto di domani. Sono i valori sociali, la nutrizione e la medicina del futuro le linee guida attraverso cui è stato sviluppato il programma della conferenza. «Interrogarsi sul mondo in cui vivremo tra vent’anni è un requisito fondante della capacità di interpretare il mondo in cui viviamo oggi» spiega Chiara Tonelli, Presidente di The Future of Science e Prorettore alla Ricerca dell’Università degli Studi di Milano. «I temi che tratteremo sono quelli che Umberto Veronesi aveva riconosciuto come prioritari diversi anni fa, in primis la nutrizione come elemento di prevenzione delle malattie e di supporto alle cure. Oggi sappiamo che ciò che mangiamo regola l’attività dei nostri geni. In un domani non lontano potrebbe essere potenziato l’uso di cibi che garantiscano il buono stato di salute della persona sana e una migliore risposta alle terapie: anch’esse destinate a essere cucite su misura del paziente».
Le scienze biomediche rappresentano un’altra finestra aperta sul futuro: sono sempre più concrete le possibilità di diagnosticare precocemente le patologie, di valutarne il rischio e di trattarle su base personalizzata grazie a terapie innovative (dai farmaci biologici a quelli immunoterapici). La genomica e le tecnologie correlate, come il sequenziamento del DNA e l’editing genetico, guidano la transizione verso cure sempre più mirate. Alla base di tutto ci saranno i big data: un’infinità di informazioni che, grazie alle tecnologie digitali, cambieranno profondamente la conoscenza che abbiamo sull’interazione tra salute e l’ambiente che ci circonda.

IL RUOLO DELLA RICERCA - The Future of Science rappresenta da sempre un osservatorio privilegiato su presente e futuro della scienza che anche quest’anno vedrà a confronto i più illustri esponenti del mondo accademico scientifico, e non solo. «Occorre sostenere la ricerca e allo stesso tempo rendere la società informata sul piano scientifico, attraverso una corretta divulgazione. È arrivato il tempo di rimettere la scienza al centro del dibattito pubblico e la conferenza avrà soprattutto questo obiettivo, ha affermato Paolo Veronesi. In futuro, come oggi, avremo bisogno di persone informate capaci di prendere scelte dettate non dalla paura ma dalla razionalità e dalla conoscenza».
Per questo un argomento fondamentale è quello dell’etica legata al rapporto tra scienza, tecnologia e al ruolo della ricerca, dove anche le imprese possono assumere un ruolo importante. «Dobbiamo fornire ai giovani gli strumenti adeguati per essere preparati alle nuove professioni, sempre più specializzate, che stanno nascendo per effetto della rivoluzione digitale. La Fondazione che presiedo – ha sottolineato Marco Tronchetti Provera – opera in questa direzione ma per ottenere risultati concreti è necessario un impegno corale che coinvolga soggetti privati e pubblici. Questa edizione di “The Future of Science”, nata 13 anni da una grande intuizione di Umberto Veronesi, rappresenta un’occasione per affrontare queste tematiche e confrontarsi sulle misure da mettere in atto per non farsi cogliere impreparati».
«La ricerca scientifica è una delle colonne portanti della conoscenza ed è fondamentale sia per lo sviluppo della società sia per la crescita economica», ha dichiarato Giovanni Bazoli. «Solo una società che sappia utilizzare le conquiste della ricerca scientifica, nel quadro di solidi valori etici e civili, potrà garantire una qualità della vita in grado di contrastare malattie, povertà e decadenza». 

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