Congresso SIMG: Nasce l’Osservatorio Dolore Acuto

Maria D’Acquino

DoloreFirenze, 27 ottobre 2014 – Viene presentato domani, al 31° Congresso Nazionale SIMG (Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie), l’osservatorio sul dolore acuto, promosso dalle società scientifiche SIMG e SIMEU (Società Italiana di Medicina di Emergenza Urgenza) con il contributo non condizionato di IBSA Farmaceutici. L’Osservatorio ha l’obiettivo di comprendere meglio la richiesta di aiuto delle persone con dolore per trovare la modalità di risposta che possa garantire le operazioni più tempestive ed efficaci.
“L’osservatorio, spiega Walter Ricciardi, Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica del Policlinico Gemelli e dell’Osservatorio Nazionale per la Salute nelle Regioni Italiane, avrà come obiettivi la raccolta dati e la diffusione delle conoscenze sul problema dolore, per favorire la crescita culturale e la sensibilità dei professionisti della salute sul tema e per avvicinare le risposte integrate territorio-ospedale ai bisogni dei pazienti”.
Il dolore è attualmente un problema di salute pubblica considerato prioritario, in quanto ha raggiunto proporzioni di assoluto rilievo in termini di sofferenza, disabilità, consumo di risorse sanitarie e sociali e impatto sui servizi di cure primarie e specialistiche. Il dolore si presenta trasversalmente in tanti stati patologici ma sono principalmente due gli specialisti chiamati a risolvere questo problema: il medico di Medicina Generale e i reparti di pronto soccorso o di Medicina d’Urgenza degli ospedali; in particolare, se si tratta di dolore acuto, l’obiettivo è trovare una risposta immediata e appropriata.
“Secondo una ricerca condotta da SIMG, dice Pierangelo Lora Aprile, Responsabile nazionale area cure palliative e terapia del dolore della Società di Medicina Generale, che ha selezionato tutti i pazienti che hanno richiesto un consulto al proprio medico a causa del dolore, il 24,8% degli assistiti accede allo studio per un dolore che dura da meno di una settimana e il 27,8% per un dolore che dura meno di un mese. Nella maggioranza dei casi (78%) la causa del dolore riguarda l’apparato osteoarticolare e un terzo di tutti gli accessi è dovuto alla lombalgia acuta. Tuttavia, l’organizzazione non ancora ottimale che regola l’accesso degli assistiti agli studi di molti medici di Medicina Generale, spesso non riesce ad assicurare una risposta immediata al bisogno del paziente e, in molti casi, caratterizzati da dolore acuto e/o grave, la domanda arriva ai pronto soccorso ospedalieri”.
“Ogni anno in Italia, afferma Gian Alfonso Cibinel, Presidente SIMEU, sono 20 milioni le persone che si rivolgono al pronto soccorso e si stima che circa il 50% di questi accessi sia per dolore: ogni 3 secondi in Italia c’è qualcuno che va in pronto soccorso per questo problema. Il trattamento del dolore acuto dei pazienti dell’emergenza deve diventare sempre più tempestivo ed efficace, per garantire un miglior esito delle cure e una risposta adeguata alle necessità. Proprio per questo abbiamo aderito alla creazione di un osservatorio sul dolore acuto”.
“I FANS, farmaci anti-infiammatori non steroidei, sono largamente impiegati per contrastare il dolore acuto, conclude Diego Fornasari, Farmacologo Università degli Studi di Milano. Tra i FANS, il diclofenac, una delle molecole più utilizzate, offre una nuova interessante opzione: è stata infatti recentemente approvata una nuova formulazione, anche per via sottocutanea, che ha il vantaggio di essere disponibile in bassi dosaggi ad esempio il 25 e il 50 mg prima inesistenti. Una recente raccomandazione dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) consiglia l’impiego del diclofenac nei dosaggi più bassi. Studi condotti sulla nuova formulazione dimostrano come dosi estremamente ridotte di diclofenac, sono efficaci tanto quanto quelle comunemente utilizzate nella pratica clinica e, nello specifico, la dose da 50 mg risulta efficace nel contrastare il dolore quanto quella da 75 mg”.
Questo progetto si aggiunge alle tante iniziative per arginare il problema dolore che è stato preso in carico anche a livello normativo, in particolare con la legge 38 del 2010 sull’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore per le patologie croniche.