Nelle bronchiti gli antibiotici spesso non servono

Selezionata da Pietro Cazzola

AntibioticiNon prescrivere gli antibiotici o prescriverli in ritardo non aumenta la gravità dei sintomi nei pazienti con infezioni del tratto respiratorio, secondo uno studio pubblicato sul British Medical Journal. «Le infezioni respiratorie sono le più comuni patologie acute gestite dai medici di Medicina Generale, e il controllo dei sintomi è la principale preoccupazione di pazienti e genitori. E proprio queste aspettative hanno contribuito ad alimentare le prescrizioni di antibiotici, ancora in aumento dopo il calo conseguente al picco registrato alla fine del 1990» dice Paul Little, professore di cure primarie all’Università di Southampton, Regno Unito, e coautore dell’articolo, sottolineando che l’eccessiva somministrazione è un fattore chiave che accresce la resistenza agli antibiotici e che può rendere le infezioni difficili da curare. «La vigile attesa nella prescrizione degli antibatterici è suggerita dall'orientamento internazionale, e il National Institute for Health and Care Excellence consiglia di non somministrarli o per lo meno di attendere l’evoluzione del quadro clinico nel trattamento dei semplici mal di gola e delle bronchiti acute» riprende il ricercatore, puntualizzando però che se la strategia da un lato è efficace nel ridurre l'uso degli antibiotici, dall’altro può contribuire a uno scarso controllo dei sintomi. Esistono comunque diversi modi per ritardare la prescrizione di antibiotici: contatti telefonici, prescrizioni postdatate, consigli ai pazienti di attendere l’evoluzione del quadro clinico. Partendo da questi presupposti i ricercatori britannici hanno confrontato l’efficacia delle varie strategie di prescrizione ritardata e della non prescrizione, nonché l’uso alternativo di terapie sintomatiche quali aerosol e analgesici o antipiretici. Allo studio hanno preso parte quasi 900 pazienti di tre o più anni con infezioni respiratorie. A un terzo di essi è stato prescritto subito l’antibiotico, mentre gli altri sono stati randomizzati a diverse strategie: ricontattare il medico, prescrizione postdatata, consegna della prescrizione ma invito all’attesa, nessuna prescrizione. «E l'esito dei diversi trattamenti non è stato differente tra i diversi gruppi, compreso quello che ha ricevuto subito l’antibiotico» conclude Little. 

Bmj 2014 Mar 6; 348:g1606. doi: 10.1136/bmj.g1606