Osteoporosi. Italia: per la prima volta in calo le fratture femorali nelle donne dai 65 ai 74 anni

Selezionata da Pietro Cazzola

OsteoporosiNegli ultimi dieci anni aumenta circa del 30% l’incidenza complessiva (considerando tutte le fasce d’età) dell’osteoporosi e delle fratture legate alla fragilità ossea, un incremento che è legato alla maggiore aspettativa di vita della popolazione negli ultimi 50 anni. All’interno della popolazione, però, il dato positivo, registrato dal 2004 al 2009, riguarda un’inversione di tendenza nelle donne affette da osteoporosi di età al di sotto dei 75 anni (compresa tra i 65 e i 74 anni): in questi casi si ha una diminuzione del 7,9% del numero di ospedalizzazioni per frattura femorale, un'incidenza che ritorna ai livelli più bassi mai raggiunti dal 2000 ad oggi. Ad affermarlo è uno studio pubblicato nel numero di luglio del World Journal of Orthopaedics. Lo studio è stato condotto dal Dottor Prisco Piscitelli (Direttore del Laboratorio di Ricerca sull’Osteoporosi dell’ISBEM, Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo) e coordinato dal Professor Umberto Tarantino dell’Università di Roma Tor Vergata. La ricerca è avvenuta in collaborazione con la Seconda Università di Napoli e l’Università di Firenze, con i dati dei ricoveri ospedalieri forniti dalla Direzione generale del Sistema Informativo Coordinamento e Sviluppo del Ministero della Salute.
Oltre all’inversione di tendenza per le donne tra i 65 e i 74 anni, “in alcune regioni italiane il trend di riduzione delle fratture di femore sembrerebbe coinvolgere anche le donne di età compresa tra 75 e 84 anni”, ha affermato l’epidemiologo Prisco Piscitelli.
In generale, l’osteoporosi è un problema di salute a livello globale: l’Organizzazione Mondiale della Sanità considera l’osteoporosi come il secondo problema sanitario critico, preceduto soltanto dalle malattie cardiovascolari.
L’Italia è il paese con la più alta percentuale al mondo di anziani, si legge nello studio. Inoltre le persone con più di 85 anni saranno più del 12% entro il 2050.
Per realizzare lo studio, i ricercatori hanno analizzato le registrazioni delle ospedalizzazioni nazionali, raccolte a livello centrale dal Ministero della Salute, nel periodo compreso tra il 2000 e il 2009.
I numeri parlano di 839.000 anziani ricoverati per frattura di femore nel decennio 2000-2009, con circa 120.000 decessi stimati e 150.000 casi d’invalidità permanente. Oltre al problema per la salute, c’è anche quello dei costi (superiori a 9 miliardi e mezzo di euro per il Servizio Sanitario Nazionale; da considerare un altro miliardo di euro a carico dell’INPS), riferiscono gli esperti.
“I nostri sforzi hanno finora portato a dimostrare che il problema delle complicanze fratturative dell’osteoporosi ha assunto dimensioni paragonabili per incidenza e costi a quelle dell’infarto e degli ictus cerebrali, un dato ormai recepito anche dalle autorità sanitarie nazionali”, ha aggiunto l’epidemiologo Prisco Piscitelli.
In base ai dati riportati, le fratture femorali aumentano del 28% per le donne e del 36% per gli uomini nell’arco di dieci anni, con incidenza maggiore soprattutto nelle fasce più anziane della popolazione.
“Sono infatti gli ultra-ottantacinquenni a contribuire per il 40% del totale delle fratture di femore nonostante rappresentino solo il 2,5% della popolazione italiana (in particolare le donne over 85 ammontano al 30% del totale fratture)”, precisa il Professor Umberto Tarantino, direttore della U.O.C. di Ortopedia e Traumatologia della Fondazione Policlinico Tor Vergata di Roma. “I risultati del nostro studio, che attestano una riduzione delle fratture nelle donne meno anziane fino al 2009, sembrano essere confermati anche da analisi preliminari sui ricoveri del 2012. È impossibile non collegare questi primi segnali positivi alla crescente attenzione verso la prevenzione dell’osteoporosi, risultato di una maggiore cultura e sensibilità da parte dei medici di famiglia e degli specialisti, oltre che di una più ampia disponibilità di farmaci efficaci nel ridurre il rischio di frattura”.
“Una buona conoscenza del numero reale di fratture è necessaria per impostare programmi di prevenzione sanitaria, volti a ridurre l'incidenza di cadute e di fratture conseguenti”, si legge nelle conclusioni dello studio, in cui gli autori sottolineano che la diminuzione dei casi nelle donne tra i 65 e i 74 anni  potrebbe già essere un effetto della consapevolezza riguardo al trattamento dell'osteoporosi.

Viola Rita

* P. Piscitelli et al., "Ten years of hip fractures in Italy: For the first time a decreasing trend in elderly women",  World J Orthop. 2014 July 18; 5(3): 386-391. 18 Luglio 2014. doi: 10.5312/wjo.v5.i3.386.