Consumo di frutta e verdura e riduzione mortalità

Selezionata da Pietro Cazzola

FruttaCinque porzioni al giorno di frutta e verdura sono associate a una riduzione del rischio di morte per tutte le cause, e soprattutto per malattia cardiovascolare, mentre ulteriori porzioni non servono. Non sembrano invece esserci effetti sul rischio di morte per cancro. Questi dati arrivano da una revisione della letteratura pubblicato sul British Medical Journal. «L’obiettivo della nostra ricerca era esaminare e quantificare la relazione potenziale dose-risposta tra consumo di frutta e verdura rischio di mortalità per tutte le cause, cardiovascolare e da cancro» spiega Xa Wang, Shandong University di Jinan e Huazhong University of Science and Technology di Wuhan, in Cina, prima firma dell’articolo. Utilizzando come fonti Medline, Embase e la Cochrane library, sono stati selezionati gli studi prospettici di coorte pubblicati fino al 30 agosto 2013 che riportavano una stima del rischio di mortalità per tutte le cause, per cause cardiovascolari e da cancro e la quantità di frutta e verdura assunta. La ricerca ha identificato 16 studi su cui effettuare la metanalisi, per un totale di oltre 833.000 partecipanti e circa 56.400 decessi (11.512 per malattia cardiovascolare e 16.817 per cancro). Un consumo maggiore di frutta e verdura era associato a una riduzione del rischio di morte per tutte le cause, in particolare per malattie cardiovascolari. Il rischio medio di mortalità per tutte le cause era ridotto del 5% per ogni porzione addizionale di frutta e verdura e del 4% nel caso di malattia cardiovascolare. I ricercatori hanno riscontrato una soglia pari a 5 porzioni giornaliere oltre la quale non vi era una ulteriore riduzione del rischio. Inoltre, non vi era un’associazione apprezzabile fra consumo più alto di frutta e verdura e rischio di mortalità per cancro. «Questa metanalisi fornisce ulteriori prove dell’associazione fra un maggiore consumo di frutta e verdura e un più basso rischio di mortalità per tutte le cause, in particolare per le malattie cardiovascolari. Questi risultati supportano le attuali raccomandazioni di aumentare il consumo per promuovere salute e longevità complessiva», concludono i ricercatori.

BMJ 2014;349:g4490