Screening mammografico prima dei sessant’anni: utile o dannoso?

Selezionata da Pietro Cazzola

MammografiaLo screening mammografico annuale nelle donne fra 40 e 59 non riduce la mortalità da cancro al seno rispetto al semplice esame fisico, almeno secondo uno studio canadese appena pubblicato sul British Medical Journal. Ma non è tutto: dalla ricerca emerge che il 22% delle neoplasie rilevate sono sovradiagnosticate, ben una ogni 424 esami. «La mammografia di screening viene effettuata per ridurre la mortalità da cancro al seno, ma come tutte le strategie di diagnosi precoce, esige compromessi» dice Steven Narod del Women’s College Research Institute di Toronto, in Canada, tra gli autori dell’articolo. A fronte del beneficio di evitare un decesso per cancro, la diagnosi precoce produce falsi positivi e trattamenti non necessari, identificando anche lesioni neoplastiche silenti, che non avrebbero dato sintomi per molto tempo o addirittura mai. «E questo fenomeno si chiama sovradiagnosi» prosegue il ricercatore. E sottolinea: «Le donne con cancro al seno non palpabile scoperto alla mammografia hanno una migliore sopravvivenza a lungo termine rispetto a quelle con neoplasia palpabile, ma non è chiaro se questa differente sopravvivenza sia solo apparente oppure un’effettiva conseguenza dello screening». Così i ricercatori canadesi hanno messo a confronto incidenza e mortalità per cancro al seno nell’arco di un quarto di secolo su oltre 89.000 donne sottoposte o meno a screening mammografico. Durante il periodo di studio 3.250 donne nel braccio mammografia e 3.133 controlli hanno sviluppato un tumore mammario e, rispettivamente, 500 e 505 sono decedute per la malattia. «Non solo il tasso di mortalità è sovrapponibile nei due gruppi, ma dai dati raccolti emerge che il 22% dei tumori rilevati all’esame mammografico erano sovradiagnosticati» conclude il ricercatore. E in un editoriale di commento Hans-Olov Adami, del Dipartimento di epidemiologia e biostatistica del Karolinska Institutet di Stoccolma osserva: «La mammografia di screening sotto i 60 anni va urgentemente rivalutata, ma non è un compito facile: molti governi, finanziatori, scienziati e medici possono avere consistenti interessi nel continuare attività ben radicate».

BMJ 2014;348:g366