Poliomielite in Siria: l'Italia e l'Europa sono a rischio?

Selezionata da Pietro Cazzola

PolioIn Italia l’emergenza poliomielite non esiste. La copertura vaccinale antipolio sfiora il 95% della popolazione e quasi tutti i bambini sono protetti: è quanto dichiarato da Carlo Signorelli, vicepresidente della Società Italiana di Igiene (Siti) in merito all’epidemia di poliomielite che sta interessando la Siria e che, secondo alcuni epidemiologi tedeschi, potrebbe allargarsi anche ai Paesi limitrofi. Non bisogna abbassare la guardia, però. Soprattutto in relazione all’immigrazione clandestina, sottolinea l’esperto.
Due studiosi tedeschi avevano lanciato nei giorni scorsi un monito attraverso le pagine dell’autorevole rivista The Lancet spiegando che la polio, dichiarata eradicata in Europa nel 2002, potrebbe riaffacciarsi nel vecchio Continente partendo proprio dalla Siria, dove si sono registrati alcuni casi nelle ultime settimane.
Il rischio è legato alla copertura vaccinale insufficiente registrata in alcuni paesi, come Ucraina e Austria, e all’utilizzo, negli ultimi anni, di un vaccino inattivo (vaccino Salk) che sarebbe meno efficace di quello attivo impiegato precedentemente (vaccino Sabin).
Gli esperti hanno anche sottolineato che i sintomi della poliomielite spesso non sono chiari – la malattia si manifesta all’inizio con febbre, nausea, dolori articolari, vomito – e vengono sottovalutati. Ciò fa sì che il paziente trasmetta il virus senza esserne consapevole.
La poliomielite è una malattia infettiva causata dai virus appartenenti alla famiglia degli enterovirus che colpisce i neuroni motori del midollo spinale e si trasmette per via oro-fecale. Non esiste una cura per la polio, ma solo farmaci che possono contenere i sintomi. L’unica arma davvero efficace è il vaccino, che in Italia è obbligatorio dal 1966.
Comunemente, se si pensa alla polio, la si collega ad una paralisi del corpo, in realtà questo fenomeno interessa solo una minima percentuale dei pazienti: solo un paziente su 200 sviluppa la paralisi flaccida acuta e pure in questo caso può passare anche un anno prima che i sintomi più evidenti si manifestino.