Con fluorochinoloni cresce il rischio di distacco retina?

Selezionata da Pietro Cazzola

OcchioI fluorochinoloni aumentano il rischio di distacco di retina? Sembra di no, o almeno non di molto, secondo i risultati di un trial di coorte svolto in Danimarca, peraltro in contrasto con quelli di uno studio precedente. «Data la sua potenza limitata, si può escludere solo un aumento del rischio superiore a 3 volte» puntualizza Bjorn Pasternak, ricercatore dello Statens Serum Institut di Copenhagen. E spiega: «Un recente studio caso-controllo su una coorte di quasi 1 milione di pazienti oftalmologici ha trovato che i fluorochinoloni erano fortemente associati al distacco di retina, con un rischio di quattro volte e mezzo più alto della popolazione generale». Un possibile meccanismo potrebbe dipendere dall’effetto sul tessuto connettivo, che potrebbe portare a un distacco del vitreo con successivo distacco di retina. «È noto, infatti, che i fluorochinoloni aumentano le probabilità di tendinopatia e rottura del tendine di Achille dovuta a un aumento della sintesi di enzimi proteolitici, diminuzione della produzione di collagene e l'inibizione della proliferazione cellulare» dice Pasternak, sottolineando che, con l’ampio uso di ciprofloxacina e derivati, un rischio così elevato di distacco di retina avrebbe effetti dirompenti. Da qui l’idea di un altro studio di coorte, svolto sulla popolazione danese a livello nazionale dal 1997 al 2011 e comprendente 748.792 episodi di uso di fluorochinoloni e 5.520.446 episodi di non uso, che senza essere dirimente ha fornito alcuni elementi importanti. «I distacchi di retina accertati sono stati 566, di cui 72 durante l’uso degli antibiotici e 494 durante il non uso, e ciò permette di escludere che il rischio di distacco sia superiore a tre volte quello della popolazione generale. In termini di rischio assoluto, invece, l’uso corrente di fluorochinoloni porterebbe nel peggiore dei casi a 11 casi di distacco di retina in più ogni milione di trattamenti» conclude il ricercatore danese. E in un editoriale di commento Allan Brett, della University of South Carolina School of Medicine a Columbia, dice: «Finora chi prescriveva fluorochinoloni non pensava al distacco di retina. Ma ora, quando un paziente ne chiederà la prescrizione “perché l’ultima volta che l’ho preso sono stato meglio”, il distacco di retina sarà una delle molte ragioni per rifiutargliela in assenza di una solida indicazione».

JAMA. 2013;310(20):2184-2190. doi:10.1001/jama.2013.280500