Arriva il freddo, attenzione al cuore e alla pressione

Selezionata da Pietro Cazzola

FreddoIl freddo sembra essere arrivato sul Belpaese e mette a dura prova la salute del cuore, soprattutto di chi soffre di malattie cardiovascolari.
Uno studio recente su quasi 16mila pazienti ha confermato, infatti, che il freddo può favorire crisi cardiache e attacchi di cuore, come l’infarto acuto del miocardio. Marc Claeys, coordinatore dello studio, ha spiegato in occasione dell’ultimo congresso dell’European Society of Cardiology che sia le variazioni della temperatura che l’inquinamento atmosferico rappresentano i principali fattori di rischio ambientali per l’infarto del miocardio e messi insieme possono avere un effetto ancora più potente.
La conferma è arrivata da questo studio che ha analizzato l’effetto di diversi fattori ambientali. La temperatura esterna aumenterebbe significativamente il rischio di infarto del miocardio: per ogni 10 gradi di diminuzione della temperatura minima il rischio di attacco cardiaco sale del 7%.
Le variazioni di temperatura possono rappresentare un problema, dunque, e non solo d’inverno: l’effetto della bassa temperatura esterna, infatti, aumenta il rischio anche in stagioni diverse dall’inverno. Ma perché il freddo avrebbe questo effetto così negativo sulla salute cardiovascolare?
Secondo i ricercatori è possibile che il freddo stimoli i recettori del freddo nella pelle e anche il sistema nervoso simpatico, producendo un aumento dei livelli di catecolamine, ma il freddo favorisce la trombosi e la formazione di coaguli con l’aumento dell’aggregazione delle piastrine e della viscosità del sangue. Antonio Rebuzzi, docente di cardiologia dell'Università Cattolica di Roma, avverte: le basse temperature possono essere fattori scatenanti di crisi di ipertensione e problemi coronarici.
Attenzione, dunque, a chi è iperteso o già soffre di questi disturbi: il consiglio è quello di non esporsi al freddo troppo intenso, coprirsi bene e controllare con maggiore attenzione e regolarità la pressione. Inoltre è probabile che lo specialista riveda il dosaggio dei farmaci per i pazienti che seguono una terapia antipertensiva.