Le e-cig possono essere utili per la riduzione del danno?

Selezionata da Pietro Cazzola

e-cigMentre la rapidissima diffusione delle sigarette elettroniche anche tra i giovanissimi accresce i timori che torni a essere legittimato socialmente anche il consumo di tabacco, la comunità scientifica americana continua a interrogarsi. Ora il New England Journal of Medicine di questa settimana ospita un'approfondita riflessione di tre studiosi del Center for the History and Ethics of Public Health della Columbia University di New York – Amy Fairchild, Ronald Bayer e James Colgrove – che partono dai dati di consumo per suggerire che le sigarette elettroniche possano essere un'efficace strumento per la riduzione del danno, e per questo dovrebbero essere tenute d'occhio e regolamentate (a partire dal divieto di vendita ai minorenni). «Potremmo essere in grado di eliminare anche le svapate dalla sfera pubblica, ma data l'entità della mortalità correlata al tabacco – circa sei milioni di persone globalmente ogni anno, di cui 400.000 negli Stati Uniti, con una sproporzione tra coloro che vivono all'estremità inferiore dello spettro socioeconomico – il rifiuto di considerare l'uso delle sigarette elettroniche finché non verranno eliminati tutti i rischi e tutte le incertezze tende pericolosamente verso il dogmatismo» scrivono Fairchild e colleghi. «Noi crediamo che gli Stati dovrebbero vietare la vendita di sigarette elettroniche ai minori e  che la Fda dovrebbe muoversi tempestivamente per regolamentarle in modo che i loro potenziali rischi siano meglio compresi, ed esse possano contribuire all'obiettivo della riduzione del danno».

NEJM December 18, 2013