Diagnosticare i melanomi non è facile

Selezionate da Pietro Cazzola, MD

melanomaSussistono notevoli livelli di inaccuratezza e dissenso fra i patologi statunitensi nella diagnosi dei sospetti melanomi. Secondo una recente indagine, soprattutto nei melanomi in situ ed in quelli invasivi in stadio precoce, che insieme sono più comuni rispetto a tutti gli altri melanomi combinati, i medici che hanno partecipato non hanno conseguito risultati riproducibili ne’ accurati, come riportato dall’autrice Joann Elmore dell’università di Washington.
La colpa, comunque, non sarebbe dei patologi, specialmente per queste due categorie di melanoma, che rappresentano tipologie intermedie. Quanto riscontrato riflette la difficoltà associata alle “zone grigie” delle lesioni intermedie, ed evidenzia che le attuali procedure diagnostiche sono limitate dalla tecnologia. Inoltre, attualmente sussistono criteri insufficienti a distinguere queste lesioni intermedie.
Nel complesso, i risultati dell’indagine, che ha coinvolto 187 patologi, riflettono quelli di studi precedenti, che hanno incluso soltanto campioni limitati di lesioni e patologi. Il presente studio, invece, è stato il primo a spingere l’indagine a livello dell’intera popolazione di patologi che operano in una determinata area.
Secondo alcuni esperti sarebbe della massima importanza evitare di confondere un melanoma invasivo con una lesione benigna, ma anche un neo benigno con un melanoma, specialmente nel caso delle lesioni di classe V, dato che fra le classi I/II e V sussiste una notevole differenza di trattamento e monitoraggio per il paziente.
Si stima che fra le lesioni classificate come melanomi maligni, il 16% sarebbe stato riclassificato come lesioni benigne da un gruppo di esperti, mentre il contrario sarebbe accaduto nello 0,5% dei casi. I ricercatori sperano che per il futuro possano essere sviluppate tecniche affidabili ed oggettive per supportare le valutazioni visive dei patologi nelle lesioni melanocitiche. (BMJ. 2017; 357: j2813)