Associazione fototerapia e farmaci accelera ripigmentazione nella vitiligine

Selezionata da Pietro Cazzola

VitiligineNei pazienti con vitiligine la ripigmentazione cutanea è più rapida ed estesa dopo una trattamento combinato tra fototerapia con ultravioletti a banda stretta (NB-UV-B) e una piccola capsula di afamelanotide, non più grande di un chicco di riso, impiantata sottopelle. Sono questi i risultati di uno studio pubblicato su JAMA Dermatology, primo autore Henry Lim, dell’Henry Ford Hospital di Detroit, Michigan. La vitiligine, caratterizzata da macchie bianche della pelle dovute alla perdita selettiva dei melanociti epidermici, colpisce 1-2% della popolazione, con un devastante impatto psicologico. «Anche se i corticosteroidi topici, gli inibitori della calcineurina, e la fototerapia con NB-UV-B possono essere opzioni di trattamento efficaci, nessuna lo è al cento per cento» riprende il ricercatore, spiegando che il sistema melanocortinico cutaneo è costituito da peptidi bioattivi, come l’α-MSH ovvero l’ormone α-melanocita-stimolante, la corticotropina, la β-endorfina e altri peptidi, tutti derivati da un precursore comune, la pro-opiomelanocortina (POMC). L’ α-MSH stimola la melanogenesi e la proliferazione dei melanociti, e l’afamelanotide è un potente analogo sintetico disponibile in formulazioni sottocutanee a rilascio controllato in grado di aumentare la pigmentazione grazie a una maggiore espressione di eumelanina. «Un recente studio pilota ha dimostrato l’efficacia dell’associazione tra afamelanotide e fototerapia con NB-UV-B nella ripigmentazione della vitiligine in 4 pazienti» sottolinea Lim, che assieme ai colleghi ha confrontato efficacia e sicurezza della combinazione tra impianti sottocutanei di polimeri biodegradabili di afamelanotide della grandezza di un chicco di riso e fototerapia con NB-UV-B nel trattamento della vitiligine in 55 pazienti. «Rispetto al gruppo di controllo in monoterapia con NB-UV-B, i pazienti curati con il trattamento combinato hanno ottenuto una ripigmentazione in 46 contro 69 giorni» aggiunge il ricercatore, precisando che nel gruppo terapia combinata la ripigmentazione è stata del 48% a 168 giorni rispetto al 33% del gruppo monoterapia. «I risultati di questo studio offrono una concreta speranza nel trattamento della vitiligine» conclude Lim.

JAMA Dermatol. Published online September 17, 2014