Dermatologia estetica, procedure associate a basso tasso di complicazioni

Selezionata da Pietro Cazzola

Dermatologia esteticaDopo oltre 20.000 procedure cosmetiche non invasive o minimamente invasive eseguite dai dermatologi, il numero di eventi avversi è risultato del tutto trascurabile, almeno secondo quanto conclude uno studio appena pubblicato online su Jama dermatology. «La dermatologia estetica è un campo ormai ben sviluppato, e i dati finora raccolti in proposito indicano che le procedure cosmetiche si associano a un basso tasso di complicazioni» rileva Murad Alam, ricercatore alla Feinberg school of medicine della Northwestern university di Chicago e coautore dello studio, che assieme ai colleghi ha verificato l'incidenza di eventi avversi associati agli interventi dermatologici estetici che prevedevano l’uso di dispositivi laser e ad alta energia, nonché l’iniezione sottocute di neurotossine o sostanze riempitive per modificare alcuni tratti del volto. «I dati sono stati raccolti per 13 settimane consecutive in otto centri di dermatologia estetica tra marzo e dicembre 2011, per un totale di 20.399 procedure» riprende il ricercatore, sottolineando che gli eventi avversi riportati sono stati 48, equivalenti a un tasso dello 0,24%. Complessivamente, 36 procedure hanno comportato almeno un evento avverso, con un tasso dello 0,18%. Le complicazioni più comuni sono state noduli, arrossamenti o lividi, erosioni o ulcerazioni in seguito a interventi sulle guance, seguite da quelli naso-labiali sulle cosiddette linee del sorriso, e sulle palpebre. Non sono stati riportati eventi avversi gravi. «Per esempio, gonfiori ed ematomi sono conseguenze del traumatismo dei tessuti a seguito dell’atto chirurgico e diventano complicazioni solo quando perdurano nel tempo» osserva il dermatologo, aggiungendo che il sieroma, ossia l’accumulo di liquidi nella zona operata, è un effetto avverso che può essere limitato concordando con il paziente la sospensione qualche settimane prima dell’intervento di alcuni farmaci che ne aumentano il rischio, tra cui aspirina, eparina e certi anti-infiammatori. «Nelle mani di operatori ben addestrati, queste procedure sono sicure, con tassi di complicanze minori e reversibili ben al di sotto dell'1%» conclude Alam. 

JAMA Dermatol. 2014 Nov 5. doi: 10.1001/jamadermatol.2014.2494