Dal Congresso EADV le regole per la prevenzione del melanoma

Selezionata da Pietro Cazzola

MelanomaBastano delle piccole accortezze per riconoscere un persona a maggior rischio melanoma, e se il dermatologo ne tiene conto anche quando un paziente si presenta in studio per problematiche di natura completamente differente, il raggio di “copertura” preventiva nei confronti della patologia si espande a macchia d'olio senza costi extra per nessuno. Ne ha parlato Giuseppe Argenziano, coordinatore della Skin Cancer Unit dell'Arciospedale Santa Maria Nuova Irccs di Reggio Emilia e presidente e co-fondatore dell'International Dermoscopy Society, nel discorso di apertura dell'XI congresso primaverile della European Academy of  Dermatology and Venereology (Eadv) che si è tenuto a Belgrado dal 22 al 25 maggio. «Lo specialista dovrebbe sempre prestare attenzione a 2 categorie di pazienti – spiega Argenziano – In primis i giovani con molti nei: è risaputo che averne più di 50 sulla superficie corporea rappresenta un fattore di rischio, bene, è sufficiente osservare le braccia del paziente, se ci sono più di 20 nei, 10 per braccio, è facile che sul corpo, in totale, ne abbia più di 50. Il secondo gruppo a rischio sono gli over 50 con danni solari come macchie scure, cheratosi attiniche e chiazze rosse sul volto e sul dorso delle mani, in questi casi la probabilità di trovare un tumore anche sul dorso della schiena sarà molto alta. Ecco dunque come identificare i pazienti target con un primo colpo d'occhio, senza bisogno di visitarli subito». L'appello del presidente Ids affinché si faccia più prevenzione in tal senso, non è rivolto solo ai dermatologi, ma si estende anche al medico di famiglia, «primo punto di riferimento del paziente» e alle Istituzioni affinché, in tal senso, «istituiscano dei corsi per insegnare ai medici di base alcune semplici regole in modo che ci inviino i casi più meritevoli e, vista l'importanza della diagnosi precoce nel melanoma, creino delle vie preferenziali di collaborazione tra medico di base e dermatologo in modo che il paziente arrivi più in fretta».

Attilia Burke