Medicina termale: le ultime novità dalla ricerca scientifica in gastroenterologia e dermatologia

TermeSi è tenuta ieri a Milano la conferenza stampa “Medicina Termale: le ultime novità dalla ricerca scientifica in gastroenterologia e dermatologia”, organizzata dalla Fondazione per la Ricerca Scientifica Termale (FoRST). La Fondazione, nata nel 2003, si dedica al finanziamento di studi scientifici nell’ambito della Medicina Termale e alla diffusione di questa, sia nei confronti degli specialisti, sia nei confronti dei Medici di Medicina Generale, spesso il primo punto di riferimento per i pazienti. Per loro FoRST organizzerà nel primo semestre 2013 un ciclo di conferenze nazionali di aggiornamento. Il primo appuntamento si terrà a Milano sabato 23 marzo dalle ore 9 presso NH Milano Touring di Via Ugo Iginio Tarchetti 2.

Le patologie gastroenterologiche e dermatologiche rappresentano alcune tra le patologie più diffuse nella popolazione e, ancora oggi, risultano essere molto spesso difficili non solo da risolvere, ma anche da tenere sotto controllo, con l’utilizzo delle sole terapie farmacologiche. Dimostrare scientificamente l’utilità della medicina termale, quale rimedio complementare alle terapie farmacologiche, rappresenta quindi un grande passo avanti per la cura a 360° della persona.
In campo gastroenterologico, si possono individuare due patologie tanto diffuse, quanto diverse tra loro: la dispepsia funzionale e la calcolosi biliare. Oggi, due studi dimostrano il beneficio delle acque sulfuree bicarbonato-calciche sui sintomi di entrambe queste malattie.
La dispepsia funzionale, affrontata attraverso lo studio “Thermal Care of Functional Dyspepsia Based on Bicarbonate-Sulphate-Calcium Water: A Sequential Clinical Trial”, è una patologia che colpisce lo stomaco, causando dolore, bruciore e rigurgito, fino ad arrivare ad una vera e propria sensazione di nausea e vomito. Ad oggi, non esistono soluzioni efficaci per la cura di questa patologia, ma solo farmaci palliativi che permettono di tenere sotto controllo i sintomi quali, ad esempio, antiacidi o i più potenti inibitori della pompa protonica.
«Nello studio presentato oggi – afferma il Prof. Marco Vitale, Coordinatore Scientifico FoRST, Università degli Studi di Parma – viene dimostrato che l’assunzione di acque sulfuree-bicarbonato-calciche ha un effetto positivo sui sintomi della dispepsia funzionale. I risultati dimostrano, infatti, che in 12 giorni, i sintomi regrediscono e la loro intensità viene ridotta fino a non interferire più con le normali attività quotidiane del paziente. L’importanza di questo risultato è data dal fatto che questa patologia è caratterizzata da un’eziologia multifattoriale, fisica e psicosomatica, e da scarse possibilità di cura. Poter garantire al paziente un miglioramento attraverso l’utilizzo di una cura complementare alla farmacologia tradizionale è, dunque, un grande passo avanti.»
I calcoli biliari rappresentano la seconda patologia affrontata oggi, attraverso la presentazione dello studio “Beneficial effect of sulphate-bicarbonate-calcium water on gallstone risk and weight control”. La ricerca ha coinvolto donne in menopausa, stato che conduce all’aumento del rischio di arteriosclerosi, calcolosi biliare e obesità.
«Questo studio - dichiara il Prof. Marco Vitale – dimostra che l’assunzione di acque sulfuree-bicarbonato-calciche, in donne in menopausa, ha un duplice effetto positivo. Innanzitutto, diminuisce il rischio di sviluppare calcoli biliari, patologia molto dolorosa e spesso soggetta a recidive e, secondariamente, permette un migliore mantenimento del peso corporeo, pur con un alto introito di calorie. Il prossimo passo sarà di provare gli stessi effetti in donne affette da calcoli biliari asintomatici e nei trattamenti diretti alla perdita di peso.»

Nell’ambito dermatologico, i temi affrontati sono l’artrite psoriasica e la psoriasi. L’artrite psoriasica causa un’infiammazione delle articolazioni, ad esempio delle falangi distali delle mani, e rientra nell’ambito delle patologie reumatiche. La psoriasi, invece, è una patologia dermatologica, che causa la comparsa di placche squamose sulla pelle in diversi distretti del corpo. Entrambe queste patologie derivano da un insieme di fattori, autoimmunitari, genetici e ambientali, ed entrambe presentano un quadro infiammatorio cronico.
L’artrite psoriasica è una patologia piuttosto diffusa, che colpisce più di 300.000 pazienti in Italia, circa un terzo di coloro che sono colpiti solo da psoriasi.
«In questo studio sperimentale, – spiega il Prof. Franco Cozzi, Docente di Reumatologia e di Medicina Termale, Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Padova, U.O.C. di Reumatologia Azienda Ospedaliero-Universitaria di Padova - applichiamo la fangoterapia a pazienti già in cura con i farmaci biologici, le più moderne terapie per l’artrite psoriasica, ottenendo un ulteriore miglioramento dei sintomi, sia articolari, sia cutanei. Sebbene, quindi, non si possa parlare di monoterapia, l’utilizzo dei fanghi può rappresentare una soluzione complementare alla terapia tradizionale, che ha costi molto elevati. Il prossimo passo sarà quello di verificare la possibilità di utilizzare la fangoterapia per diminuire i cicli di somministrazione di farmaci biologici, per favorire il paziente, che assumerà meno farmaci, e il sistema socio-sanitario nazionale, che in questo modo potrebbe ridurre la spesa per il trattamento di questi pazienti.»
Nel lavoro “Hydrogen Sulphide impairs keratinocyte cell growth and adhesion inhibiting mitogen-activated protein kinase signaling” viene affrontatol’impatto del Solfuro di Idrogeno (H2S) nel trattamento delle lesioni psoriasiche.
«Il beneficio di questa acqua sulle lesioni psoriasiche - spiega il Prof. Marco Vitale – è dato dall’azione che questa ha sui cheratinociti a livello molecolare. Il solfuro di idrogeno, infatti, inibisce la sintesi del DNA di queste cellule, rallentandone la crescita e modificando la secrezione di alcune molecole che alimentano la patogenesi di questa malattia. Essendo questa una patologia cronica, che interessa il 2 – 4% dell’intera popolazione, e ancora senza un rimedio definitivo, poter offrire un supporto non farmacologico al suo trattamento è, a nostro parere, un buon passo avanti per i pazienti.»

FoRST, Fondazione nata con l’obiettivo di garantire, attraverso le sue attività, il finanziamento di studi diretti alla dimostrazione dell’impatto che il termalismo può avere nel trattamento di molte patologie, anche di grande impatto sia a livello individuale, sia socio-economico.
«Nata nel 2003, FoRST ad oggi conta il finanziamento di 31 studi, pubblicati su riviste con alto impact factor - dichiara Filippo Fernè, Presidente della Fondazione – La Fondazione, inoltre, è un vanto tutto italiano. Non esiste, in Europa, un organismo analogo: indipendente, senza fini di lucro e riconosciuta dallo Stato, FoRST si dedica esclusivamente alla promozione della ricerca nel campo della medicina termale. Per questo, presentare oggi questi studi è motivo di grande orgoglio, a dimostrazione della nostra capacità di generare e sostenere ricerca scientifica di qualità.»
Se i benefici della Medicina Termale sono conosciuti fin dai tempi dell’antichità, solo recentemente, si è deciso di promuovere a livello nazionale ed internazionale l’impostazione scientifica italiana della ricerca in medicina termale, diffondendo il nostro know how ai grandi paesi emergenti.
«In Europa, i paesi capofila in questo progetto di sviluppo della disciplina sono Italia e Francia – afferma il Prof. Umberto Solimene, Direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina Termale dell'Università degli Studi di Milano - Attraverso FoRST e, AFRETH entrambe Fondazioni dedicate, stanno compiendo progressi sempre più ampi per garantire al pubblico non solo le prestazioni di cura, ma anche di prevenzione, delle patologie più diffuse. A conferma della grande importanza che riveste questa specializzazione, stiamo assistendo anche ad un grande sviluppo delle Terme, quali centri di cura, anche in Asia e, in particolare, in Cina. In questo paese, infatti, complice il grande sviluppo socio-economico degli ultimi decenni, stiamo assistendo ad un mutamento che, attraverso l’esperienza Europea di FEMTEC, la Federazione Mondiale del Termalismo, porta le SPA a diventare Thermae: dall’aspetto ludico, all’aspetto terapeutico.»

Stefania Bortolotti