Tatuaggi, allarme dei dermatologi I nuovi inchiostri veleno per la pelle

Selezionata da Pietro Cazzola

TattooUn aumento di reazioni allergiche, infezioni gravi e reazioni anomale della pelle dovute ai nuovi inchiostri usati per i tatuaggi è stato registrato dai dermatologi dell’American Academy of Dermatology (Aad) riuniti a Miami Beach in Florida, per il congresso annuale. «Registriamo un aumento dei casi di allergie, formazione di cisti e arrossamenti a distanza di giorni, di mesi e anche di anni dal primo tatuaggio - spiega Michi Shinohara, docente di Dermatologia alla University of Washington di Seattle - Oltre a un peggioramento di alcune malattie croniche della pelle come psoriasi ed eczemi. La composizione dei tatoo - aggiunge - è cambiata, gli inchiostri moderni contengono coloranti azoici, gli stessi usati nell’industria tessile, per la stampa e nelle vernici delle automobili, composti che si trovano nei colori rossi brillanti, corallo e gialli. Questi inchiostri interagiscono con la pelle e provocano complicanze anche sconosciute, incluse infezioni micobatteriche atipiche. Le reazioni della pelle possono anche essere confuse con il carcinoma squamo cellulare oppure nascondere il melanoma che viene così dagnosticato in ritardo».
Negli Stati Uniti il 36% degli ragazzi tra i 18 e i 25 anni di età ha un tatuaggio, secondo l’American Academy of dermatology. In Italia invece, il 6,6% dei ragazzi fra i 12 e i 18 anni ha almeno un tatuaggio «e aumentano le reazioni allergiche», spiega Antonio Cristaudo, responsabile dermatologia infiammatoria e allergologica al San Gallicano di Roma, autore di una ricerca sul rischio tossicologico dei metalli e nanoparticelle contenute nei liquidi per i tatuaggi, presentata nei giorni scorsi al ministero della Salute. «La commissione europea - aggiunge Cristaudo - con la risoluzione Resap/2008 ha riconosciuto i composti azoici come tossici e sensibilizzanti raccomandando di non usarli, ma in Italia si usano ampiamente. Nel nostro studio abbiamo trovato non solo tali ingredienti, ma anche una elevata quantità di metalli pesanti come nichel, cromo e cobalto».