Pillola anti-acne per le ragazze. In Francia aumentano i contrari

Selezionata da Pietro Cazzola

Acne«Le giovani non conoscono bene i benefici della contraccezione orale su regolarità del ciclo, acne e sindrome premestruale - afferma la professoressa Alessandra Graziottin, ginecologa al San Raffaele Resnati di Milano - la utilizzano ancora troppo poco rispetto alle coetanee europee». E il professor Mauro Busacca, ordinario di ginecologia e ostetricia all'Università di Milano conferma, a fronte della scarsa propensione delle giovani a prendere la pillola: «Il 70% delle teenager purtroppo si informa ancora da fonti non qualificate».
Posizioni di studiosi illustri, in linea con le evidenze emerse in sede europea, proprio mentre a Parigi si delinea un fronte contrario all'uso della pillola nella terapia dell'acne. Le autorità francesi hanno tolto dalla circolazione la combinazione ciproterone acetato etinilestradiolo, commercializzata come Diane35, per le possibili ripercussioni negative a carico della circolazione venosa nelle ragazze in età fertile, chiedendo all'Agenzia europea del farmaco di sospendere la distribuzione.
La Ue ha ribadito da parte sua che i vantaggi nel trattamento dell'acne adolescenziale legata al surplus ormonale sono confermati, ma questa terapia va adottata eventualmente solo dopo aver provato senza successo i rimedi tradizionali, i lavaggi con detergenti neutri e gli eventuali cicli di antibiotici, senza sovrapporsi ad altre cure ormonali.
Dibattito. Se la crociata transalpina contro la pillola anti-acne dovesse andare sconfinare e contagiare gli altri paesi comunitari, potrebbe spingere le aziende a fare un passo indietro. «E così perderemmo un trattamento efficace per l'acne grave, che in Italia viene usato correttamente, secondo le linee guida» ha affermato Rossella Nappi, ginecologa e docente a Pavia.