Idi, arrestato padre Franco Decaminada "Appropriazione indebita per 14 milioni"

Selezionata da Pietro Cazzola

IDICon l'accusa di aver effettuato fatture false e un'appropriazione indebita per circa 14 milioni di euro è stato arrestato a Roma padre Franco Decaminada, consigliere delegato dell'Idi fino al dicembre 2011.
Insieme a lui, ai domiciliari, la Guardia di finanza di Roma, con l'operazione ''Todo Modo" e su disposizione del gip del Tribunale di Roma, Antonella Capri, ha arrestato anche due imprenditori: Domenico Temperini e Antonio Nicolella. Sono tutti accusati di appropriazione indebita ed emissione di fatture false. Lo scorso 18 giugno, l'ex amministratore dell'Idi era stato ascoltato per tre ore dai pm sugli 800mila euro spariti.
Quando gli uomini della Guardia di Finanza gli hanno notificato l'ordinanza di custodia cautelare, padre Decaminda si trovava a casa di amici a Soiano sul Lago di Garda, in provincia di Brescia. Secondo quanto disposto dal giudice, dovrà stare ai domiciliari nella sua abitazione di Roma, nella zona di via di Bravetta. Il giudice Antonella Capri, nel provvedimento, sottolinea che a Decaminada è stato imposto il "divieto di intrattenere, con qualsiasi mezzo, rapporti anche telefonici con persone diverse da quelle conviventi".
Il gip Capri nell'ordinanza di custodia nei confronti dei soggetti coinvolti nell'inchiesta scrive: "Condotte criminose reiterate nel tempo" da "personalitàinclini al delitto". Il giudice spiega poi che ''a carico degli indagati Franco Decaminada e Domenico Temperini sussiste altresì il pericolo in relazione alla genuina acquisizione degli accertamenti per scoprire quale sia stata la destinazione delle ulteriori somme oggetto di indebita appropriazione in danno delle casse dell'Idi e della Provincia Italiana''. Per il giudice, padre Decaminada si è reso responsabile anche di "inquinamento probatorio", visto ''il tentativo posto in essere" dal religioso "con l'atto di donazione del 4 giugno 2012, di alleggerire la propria posizione processuale e di mettere al sicuro l'immobile in cui erano confluite parte delle risorse indebitamente sottratte''.

Casale con piscina a Capalbio, il rifugio d'oro del sacerdote-manager

Le Fiamme gialle del comando provinciale di Roma ha sequestrato un immobile in Toscana, denominato ''Ombrellino'', a Magliano in Toscana (Grosseto), del valore di oltre un milione di euro, acquistato, in massima parte, con denaro provento di reato, ossia con i fondi distratti dall'Istituto dermopatico dell'Immacolata. Da questa mattina sono in corso anche 14 perquisizioni in case private e studi commerciali e notarili, tutte in provincia di Roma, con l'impiego di circa 50 militari.

I reati contestati. Dall'appropriazione indebita aggravata alla bancarotta patrimoniale fraudolenta, dall'emissione e utilizzo di fatture false all'occultamento delle scritture contabili; altre 10 persone sono state denunciate, inoltre, a vario titolo, per i delitti di riciclaggio, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, occultamento delle scritture contabili e appropriazione indebita. Le indagini, coordinate dalla procura di Roma (procuratore aggiunto Nello Rossi e sostituti procuratori Giuseppe Cascini e Michele Nardi) e condotte dal Nucleo di polizia tributaria della capitale, hanno riguardato ''gravi fattispecie di appropriazione indebita'', proseguite sino al 2012, in danno della ''Provincia Italiana della Congregazione dei Figli dell'Immacolata Concezione'', ente ecclesiastico, giuridicamente riconosciuto - proprietario, tra gli altri, dell'Istituto dermopatico dell'Immacolata Concezione, del San Carlo di Nancy e di Villa Paola - con oltre 1.500 dipendenti, e, da sabato scorso, in amministrazione straordinaria, a seguito dello stato di insolvenza accertato dal Tribunale di Roma, in relazione ad un passivo di oltre 600 milioni di euro. Le indagini hanno consentito di accertare ''plurime condotte di spoliazione'', per un totale di 14 milioni di euro circa, realizzate, con modalità differenti, dai tre soggetti destinatari dei provvedimenti cautelari. Che riguardano, nel dettaglio, padre Franco Decaminada, quale consigliere delegato al Superiore Provinciale dal 2004 al dicembre 2011, incaricato della gestione del comparto Idi-Sanità (carica equiparabile a quella di amministratore delegato in relazione alle citate aziende ospedaliere); Domenico Temperini, all'epoca amministratore delegato di Elea Spa e di Elea FP Scarl (dichiarata fallita nel febbraio di quest'anno), società, entrambe, interamente partecipate dalla Provincia Italiana della Congregazione dei Figli dell'Immacolata Concezione e attive nel settore della formazione del personale, nonché amministratore di Idi-Farmaceutici e direttore generale pro-tempore del comparto Idi-Sanità; Antonio Nicolella, membro del consiglio di amministrazione della società lussemburghese Ibos II Sa., nonché socio di un'omonima società congolese e componente del consiglio di amministrazione del Consorzio Servizi Ospedalieri, società partecipata dalla fallita Elea FP Scarl.
Le distrazioni di fondi ai danni della Congregazione - secondo gli investigatori - sono state realizzate con differenti modalità, tutte ricostruite su base documentale dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Roma (che, sul tema hanno acquisito anche ''preziose conferme testimoniali'') e sono proseguite anche quando la crisi finanziaria che investiva gli istituti ospedalieri era ampiamente manifesta. Le indagini proseguono al fine di riscontrare verosimili, ulteriori condotte distrattive ai danni dell'ente ecclesiastico.

Un tesoro da 4 milioni. Si aggira intorno ai 4 milioni di euro la somma che padre Franco Decaminada avrebbe distratto dalle casse dell'Idi.
''Sono state ricostruite operazioni di prelevamento di denaro contante dalle casse dell'Idi - scrive in una nota la Gdf -, presso il cui ufficio economato confluivano quotidianamente gli incassi giornalieri dell'intero comparto Idi-Sanita'''. A titolo ''di asseriti e non documentati 'rimborsi spese' o, più frequentemente, addirittura senza alcuna formale giustificazione: Padre Decaminada risulta essersi appropriato di oltre 2,1 milioni di euro'', mentre Temperini ha effettuato prelievi non giustificati per oltre 250 mila euro. Decaminada, in totale, ha accumulato circa 4 milioni di euro: almeno 2,1 milioni li ha prelevati direttamente, in contanti, dalle casse della Provincia Italiana ed altri 1,8 milioni gli sono giunti da una serie di società ''che ne hanno schermato la reale destinazione con una serie di fatture false emesse da un'altra società, rappresentata dal responsabile pro tempore del settore commerciale dell'Idi''.