Tumori: diagnosi precoce melanoma con laser 'hi tech'

Selezionata da Pietro Cazzola

Migliora la capacità di diagnosi precoce del melanoma, tumore della pelle che fa registrare in Italia 14 casi ogni 100 mila abitanti l'anno. Il futuro della diagnostica è il microscopio laser confocale, che consente di visualizzare 'in vivo' la struttura dell'epidermide a un livello di risoluzione "quasi istologico, garantendo di aprire una finestra dentro la pelle con una risoluzione e una sensibilita' del 90%. Permettendo così una biopsia virtuale del tumore", afferma Caterina Catricala', direttore del dipartimento di dermatologia oncologica dell'Ifo-Istituto San Gallicano di Roma. Il laser e' una delle novita' illustrate oggi a Roma alla conferenza di presentazione dell'87esimo congresso nazionale della Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse (Sidemast).
Tra i nuovi fronti terapeutici in dermatologia anche due ricerche che aprono speranze per i pazienti colpiti da carcinoma basocellulare (Bcc). "Questa e' la neoplasia cutanea maligna piu' diffusa al mondo con un'incidenza annuale intorno ai 2 mln di casi e un incremento del 10% l'anno", spiega Ketty Paris, presidente del Congresso. "Oggi due recenti studi - prosegue - confermano l'efficacia clinica del vismodegib, inibitore utilizzato nelle fasi avanzate del Bcc ritenute inoperabili, oppure nei casi in cui la terapia chirurgica o radioterapia siano controindicate".
E ancora, fra i temi del congresso le nuove linee guida a livello europeo per la vitiligine. A illustrarle è Mauro Picardo, direttore del laboratorio di fisiopatologia cutanea dell'Ifo: "Le raccomandazioni nascono da una consensus internazionale sulle terapie maggiormente in uso, dalla fototerapia alla combinazione tra diversi approcci, fino al trapianto. E la terapia deve essere modulata in base alla fase di attivita' della vitiligine e non puo' prescindere dalla partecipazione del paziente".
Passi avanti anche per la dermatologia pediatrica. "Si e' appena concluso - sottolinea Carlo Gelmetti, direttore dermatologia pediatrica dell'ospedale Maggiore Policinico di Milano - lo studio Hemangiol sull'uso del propranololo nel trattamento degli emangiomi infantili. Attualmente l'Emea e la Fda stanno esaminando i risultati, tra un anno ci sara' l'indicazione finale. Ma - precisa - per ora il propanololo e' molto piu' efficace (100%) sugli angiomi infantili rispetto al cortisone (50-70%), e ha meno effetti collaterali".
Il congresso e' l'occasione anche per fare il punto sulle novita' nel campo della psoriasi. Per Sergio Chimenti, direttore della clinica dermatologica dell'univesita' Tor Vergata di Roma, "anche se le comorbidita' nella psoriasi sono ancora oggetto di discussione e ricerca, e' evidente come nell'approccio clinico sia sempre piu' importante la considerazione di tutti i fattori di rischio. E la figura del dermatologo sta assumendo - osserva Chimenti - un ruolo piu' centrale nella gestione del paziente con una malattia considerata non piu' solo cutanea ma sistemica".