Cicatrici postacneiche. Clinica e Terapia

Vincenzo Bettoli, Alessandro Borghi, Lucia Mantovani, Annarosa Virgili

Cicatrici

L’incidenza delle cicatrici post-acneiche non è ben definita, a seconda degli studi le stime oscillano dal 11% al 95%. Lo spettro di gravità varia da elementi difficilmente visibili ad occhio nudo ad altri clinicamente molto evidenti ed esteticamente sgradevoli. Alcuni soggetti sono particolarmente predisposti alla formazione di cicatrici mentre altri, nonostante l’intensità dell’infiammazione delle lesioni acneiche sia rilevante, mostrano una riparazione del tessuto pressoché completa, senza esiti apprezzabili. In termini generali, tuttavia, intensità e durata dell’infiammazione condizionano negativamente lo sviluppo delle cicatrici. Non sono disponibili al momento parametri affidabili per prevedere la comparsa o meno degli esiti cicatriziali, sia atrofici che ipertrofici. Nella pratica clinica accade non raramente di visitare pazienti acneici i quali, presentando sul loro volto sia le lesioni tipiche dell’acne attiva che i segni delle cicatrici post-acneiche, sono infastiditi più dalle cicatrici che da papule, pustole e comedoni. Questo può trovare spiegazione nel fatto che le cicatrici costituiscono un inestetismo permanente mentre l’acne generalmente si percepisce come un evento, di durata variabile, ma passeggero. Non è un caso quindi se spesso i pazienti chiedono che le terapie siano rivolte contemporaneamente all’acne attiva ed alle cicatrici. Un aspetto degno di nota, a proposito delle cicatrici post-acneiche, è la diversità di approccio emotivo dei pazienti alla loro presenza. Cicatrici numerose e profonde, in certi casi, sono avvertite come un disturbo limitato mentre in altri casi, che si presentano con elementi di piccole dimensioni ed in numero ridotto, il disagio psicologico è rilevante.