Dermatologi USA, lista di 5 pratiche frequenti ma inutili e da evitare

Selezionata da Pietro Cazzola

MelanomaAi colleghi dermatologi statunitensi l’American academy of dermatologists (Aad) ha rivolto 5 raccomandazioni basate sull’evidenza riguardanti procedure comunemente effettuate ma che sono in realtà non necessarie, e vanno quindi evitate. L’elenco segue il consueto schema della campagna “Choosing wisely” (Scegliere saggiamente), varata nel 2011 dall’American Board for Internal Medicine (Abim) Foundation, che setaccia tutte le specialità mediche per sfrondarle di test inutili, spesso costosi, a volte dannosi (hanno già dato il proprio contributo internisti, psichiatri, endocrinologi ed oncologi). Ma ecco i “divieti” per dermatologi. 1) “Non prescrivere una terapia orale antifungina per sospette micosi ungueali senza conferma di un’infezione micotica”. Circa la metà dei casi sospetti di infezione fungina, infatti, risulta non esserlo. 2) «Non effettuare la biopsia del linfonodo sentinella o altri test diagnostici per la valutazione precoce del melanoma sottile perché non migliorano la sopravvivenza». I pazienti con questa neoplasia hanno un tasso di sopravvivenza a 5 anni del 97%, con un basso rischio di disseminazione cancerosa. 3) «Non trattare un cancro della pelle non melanocitico e non complicato, di dimensioni inferiori al centimetro, posto sul tronco o alle estremità, con chirurgia micrografica di Mohs». I rischi di questo tipo di chirurgia sono superiori ai benefici in alcune sedi. 4) «Non ricorrere ad antibiotici orali per il trattamento della dermatite atopica finché non vi sia evidenza clinica di infezione». Gli antibiotici non hanno dimostrato di ridurre segni, sintomi o gravità di dermatiti atopiche non infette. 5) «Non usare di routine sulle ferite chirurgiche antibiotici topici». Questi ultimi non hanno dimostrato di ridurre il tasso di infezione nelle ferite chirurgiche pulite rispetto all’uso di pomate non antibiotiche o al non uso di pomate. In ogni caso, la raccomandazione non si applica alle ferite non chirurgiche, come le “sbucciature” alle ginocchia o tagli e abrasioni procurati in casa. «La Commissione Aad» ha detto Brett Coldiron, presidente Aad «è fortemente impegnata affinché i dermatologi divengano amministratori efficaci di limitate risorse sanitarie assistendo i pazienti nel prendere decisioni informate in Sanità».