Cento anni fa a Genova la prima donna primario pediatra d'Italia

Selezionata da Pietro Cazzola, MD

Il 2018 è un anno significativo per le donne medico, in quanto proprio cento anni fa Paola Zappa divenne primario pediatra all'Ospedale San Filippo di Genova, per prima in Italia. "Allora le donne medico erano pochissime, oggi sono la maggioranza. Si tratta di un traguardo importante non solo per il ruolo delle donne nella pediatria italiana, ma anche per interpretare l'andamento della sanità militare delle Forze Armate italiane", spiega all'AdnKronos Salute Italo Farnetani, professore ordinario alla Libera università degli Studi di scienze umane e tecnologiche di Malta.

"Fin dall'inizio della Prima Guerra mondiale - rileva il pediatra - ci fu carenza di ufficiali medici, accentuata con gli anni a causa delle gravi perdite e del gran numero di prigionieri di guerra. Proprio in questa ottica va interpretato l'avanzamento di carriera della Zappa: Luigi Della Valle, che allora era il primario pediatra incaricato, fu richiamato alle armi nell'agosto del 1918, a dimostrazione della grave carenza dei medici". La Zappa ebbe nuovamente l'incarico della direzione dell'ospedale dal 21 agosto 1918 al 24 febbraio 1919, "perché il primario era stato richiamato alle armi". 

Dopo la soppressione dell'ospedale infantile e la trasformazione della sezione 'San Filippo', nel 1919 alla Zappa fu affidata la direzione della Sezione medica infantile che disponeva di otto posti letto. La specialista "mantenne la direzione del reparto per più di 39 anni. Nel 1934 ebbe il titolo di comprimario dell'intera sezione e nel 1951 quella di primario. Andò in pensione il 31 dicembre 1958 all'età di 74 anni. Le subentrò Gennaro Sansone (1913-1993), che è stato uno dei grandi ospedalieri italiani", ricorda Farnetani.

"La ricorrenza - sottolinea - dovrebbe indurci a riflettere sul fatto che oggi la medicina è molto al femminile: un secolo fa c'era chi riteneva che pediatria e ginecologia fossero le sole 'discipline da donne'. Oggi le donne medico sono la maggioranza, perché sono più brave e vincono i concorsi. Per fare il pediatra, però - rivendica Farnetani - non occorrono caratteristiche di genere: basta studiare e soprattutto voler bene ai bambini e saperli ascoltare".