Al via l’anno scolastico: ecco i consigli dell'esperto per una merenda sana

Selezionata da Pietro Cazzola

Merenda scuolaOggi suona la prima campanella dell’anno scolastico per otto milioni di bambini e ragazzi in tutta Italia, un’occasione anche per ricordare l’importanza dello spuntino di metà mattina. Fonte di energia a rapido consumo e allo stesso tempo momento di condivisione tra studenti, la merenda deve essere prima di tutto sana. A spiegarlo, sono gli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che forniscono una serie di consigli riguardo alla scelta dello spuntino più bilanciato per la salute.
Intanto, non deve sostituire la prima colazione: gli esperti, inoltre, sottolineano che è errato, dal punto di vista nutrizionale, proporre una merenda extra-size per compensare il digiuno della mattina. Il consiglio è quello di evitare “merendone” o qualsiasi alimento che rappresenti un eccesso, come panini super-imbottiti o spuntini golosi, che impegnano la digestione degli alunni con conseguenze significative sulle prestazioni scolastiche e per l’eccessivo apporto calorico e che possono togliere l’appetito del pranzo.
La merenda, infatti, deve apportare la giusta quantità di calorie: “dovrebbe fornire, infatti, il 5-10% delle calorie giornaliere e oscillare, in base all'età,  tra le 100-125 calorie di un bambino di 6 anni e le 180-200 di un adolescente”, sottolinea Giuseppe Morino, responsabile di Educazione Alimentare. Inoltre, lo spuntino dovrebbe essere ricco di carboidrati e povero di grassi: in particolare, secondo gli esperti, gli alimenti da privilegiare sono quelli facilmente digeribili, come la frutta o lo yogurt. Saltuariamente i ragazzi possono consumare anche fette biscottate, merendine non farcite, frollini o piccole quantità di pizza, tipo 40 gr di "rossa" del fornaio. Presso le zone ristoro, inoltre, può risultare utile differenziare maggiormente le proposte alimentari, con un più ampio ventaglio di cibi a basso contenuto di grassi, sottolineano gli esperti.
Oltre a spezzare il digiuno, prevenendo il calo di attenzione e del tono dell’umore, tipico della tarda mattinata, l’intervallo della merenda è un importante momento di socializzazione e condivisione per i bambini, ricordano gli esperti.
Non bisogna dimenticare, poi, che, oltre ai genitori, anche gli insegnanti hanno un ruolo in prima linea rispetto all’educazione alimentare dei ragazzi. “Spesso i più piccoli rifiutano i cosiddetti alimenti equilibrati e chiedono a mamma e papà cibi diversi, in genere più calorici e più gustosi”. Prosegue Morino. “In questo caso, il compito degli insegnanti è proprio quello di portare gli alunni a sperimentare e assaporare gusti diversi e cibi più salutari, ad esempio attraverso l’organizzazione di iniziative ludiche in classe che li coinvolgano attivamente e li rendano consapevoli di cosa – e perché – mangiano”. Con tale obiettivo, ad esempio, in alcune scuole del Comune di Roma viene proposto il “pacchetto spuntino-pranzo”, messo a punto da un'équipe di esperti e vengono organizzate una serie di iniziative di educazione alimentare con l’obiettivo di indirizzare verso la sperimentazione di cibi sani e menu diversi.

Viola Rita