Adolescenti sempre online: un trend che non si può modificare

Selezionata da Pietro Cazzola

AdolescentiC’era una volta il telefono cellulare. Quello con cui si facevano solo telefonate, al massimo si inviavano sms.
Oggi i telefoni garantiscono un’interconnessione 24 ore su 24, si chiamanosmartphone, consentono di scaricare la posta elettronica e di condividere foto e status sui social network, nonché di comunicare in tempo reale con le nuove chat.
A farne grande uso sono soprattutto gli adolescenti: ormai il 93% degli adolescenti si connette ad internet non da un computer ma dallo smartphone. Stando alla nuova indagine nazionale condotta dalla Società Italiana di Pediatria su un campione nazionale rappresentativo di 2107 studenti frequentanti la classe terza media inferiore, 8 tredicenni su 10 usano regolarmente WhatsApp, per chattare soprattutto di notte e condividere foto, video e status. 
Un’abitudine ormai consolidata che difficilmente può essere frenata, ma che non può passare inosservata: come spiega Giovanni Corsello, Presidente della SIP “i social network non vanno demonizzati, perché hanno anche aspetti di grande utilità e socializzazione. Il problema come sempre è l’abuso. La migrazione degli adolescenti dal computer al telefonino rende difficilissimo per i genitori rendersi conto del tempo effettivamente speso dai loro figli sui social”.
L’esperto spiega che in questa prospettiva parlare di controllo vero e proprio è inutile, mentre bisogna puntare sul dialogo e sull’ascolto per assicurarsi che gli adolescenti facciano un uso corretto e sicuro dei social.
Ma quali sono i principali rischi legati all’uso/abuso dei social e dello smartphone?Innanzitutto quelli riguardanti la violazione della privacy e il rischio di essere vittime dicyberbullismo a causa di un comportamento poco accorto. Basti pensare che il 15% dei ragazzini ha dichiarato di aver postato un proprio selfie provocante e il 48% di avere nella propria cerchia amici che fanno lo stesso.
E il 19% ha dato il proprio numero ad uno sconosciuto, il 16,8% ha inviato una foto, l’11,6% si è incontrato con lui e il 5,2% ha accettato proposte di sesso online. Ma altri rischi riguardano la salute dei ragazzi. Il 56,6% % chatta la sera dopo cena e circa il 40% continua a farlo fino a tardi, un’abitudine dannosa che entra in palese conflitto con le raccomandazioni riguardanti il riposo notturno. I ragazzi hanno bisogno di dormire almeno otto ore per notte per non andare incontro a cefalea, problemi di concentrazione, disturbi del sonno, scarso rendimento scolastico, stanchezza esonnolenza diurne.
Senza dimenticare le problematiche psicologiche legate ad un uso scorretto dei social: come spiega lo psicoterapeuta Fulvio Scaparro i ragazzi di 13 anni “dietro la vetrina dei social possono far credere di essere ciò che non sono, possono compensare le fragilità con l’aggressività, atteggiarsi, distinguersi: il rapporto con se stessi può essere falsato perché sono proiettati non sulla vita reale ma su un palcoscenico virtuale costituito da migliaia di sconosciuti. Ma soprattutto quello che manca è il confronto con il fallimento. La vita si impara vivendo, esponendosi al fallimento, ecco perché dobbiamo spingere i nostri ragazzi a uscire, a fare sport, a confrontarsi con gli altri”.