Contraccezione. Sigo: “Per 4 adolescenti su 10 la ‘prima volta’ è senza protezione”

Selezionata da Pietro Cazzola

ContraccezioneAltro che informate, quando si parla di educazione sessuale e contraccezione, leggende e false credenze continuano a imperversare tra le donne italiane. Il 31% delle giovani ritiene che il coito interrotto sia un efficace sistema contraccettivo. Per il 29% non si può rimanere incinta durante la prima esperienza sessuale e il 7% è convinta che la coca cola possa funzionare come spermicida. E ancora, solo il 16% sostiene di sentirsi ben informata su tutti i metodi a disposizione, il 70% sotto i 30 anni è costantemente preoccupata di dimenticarsi il contraccettivo in uso e il 19% ha affrontato una gravidanza indesiderata.
Questi alcuni dei dati presentati al 13° Congresso della European Society of Contraception and Reproductive Health che si apre oggi a Lisbona. Dal sondaggio, che ha coinvolto 17 Paesi nel mondo tra 8.873 donne d’età compresa tra i 20 e i 30 anni (456 italiane), emerge una situazione di grande ignoranza sui temi della sessualità consapevole.
“Il 30% delle giovani ritiene che il coito interrotto sia un efficace sistema contraccettivo – ha spiegato Paolo Scollo, Presidente nazionale Sigo – e 4 su 10 affrontano la prima esperienza sessuale senza nessuna protezione. Il risultato? Nel 2012 abbiamo avuto in Italia oltre 105mila aborti e hanno partorito 9mila baby mamme under 19. In Europa le fasce di popolazione più esposte ai rischi derivati da comportamenti sessuali pericolosi sono i giovani. In Italia la situazione è aggravata dal fatto che, a differenza di altri Paesi, l’educazione sessuale non è una materia scolastica obbligatoria. E non è un problema di scolarità, le giovani si sentono al sicuro esponendosi a rischi. Solo il 16% delle ragazze italiane ha seguito lezioni in classe da insegnanti o medici”.
E ancora, dal sondaggio è emerso che appena il 16% delle donne sostiene di sentirsi ben informata su tutti i metodi a disposizione, il 70% sotto i 30 anni è costantemente preoccupata di dimenticarsi il contraccettivo in uso e il 19% ha affrontato una gravidanza indesiderata. E l'87% delle donne in Italia prenderebbe in considerazione una contraccezione “fit & forget” (“metti e dimentica”).
“Questi dati devono farci riflettere – ha sottolineato Emilio Arisi, Presidente della Società di Medicina Italiana della Contraccezione (Smic) – la scelta di quale metodo usare deve tenere conto sia delle condizioni generali di salute ma anche delle esigenze e caratteristiche personali. Ed è compito del ginecologo informare la donna. Purtroppo una su 5 non ha mai parlato con il proprio medico di contraccezione. È invece importante parlare con le donne per informarle correttamente sugli strumenti che potrebbero utilizzare. Pensiamo che più del 25% delle donne intervistate pensa che i contraccettivi intrauterini vadano inseriti in vagina e non nel collo dell’utero. Sono in sostanza ancora molte le lacune sulla fisiologia delle donne”.
 
Arriva la contraccezione intrauterina “Smart”. 
Ma per le donne, anche per le giovanissime che non hanno mai avuto figli, arriva oggi anche in Italia, la contraccezione intrauterina a basso dosaggio ormonale (Intrauterine System, Ius). Si chiama Jaydess e ha già incassato un grande successo negli Stati Uniti. Approvato dall’Agenzia Italiana del Farmaco nel dicembre del 2013 è attualmente il più piccolo dispositivo a disposizione (28 x 30 millimetri) per le donne.
“Le sue dimensioni ridotte – ha spiegato Valeria Dubini, Consigliere Nazionale della Sigo – è il sistema più piccolo al mondo, e la bassa dose di ormoni, non contiene estrogeni, la rendono più efficace e adatta alle donne di tutte le età, anche le più giovani e le più ... distratte. Inoltre, non provoca un aumento di peso. Dopo che è stata inserita nell’utero dal ginecologo, con una semplice procedura, assicura un’altissima protezione fino a tre anni. E poi si può rimuovere in qualsiasi momento e il ritorno alla fertilità è immediato. Questo metodo – ha aggiunto – mantiene inalterata la funzionalità ovarica della donne, e agisce localmente impedendo la risalita degli spermatozoi, soprattutto con un’azione contraccettiva preventiva garantisce una sicurezza elevata. Speriamo che grazie a questo sistema innovativo si superino alcune barriere culturali tra le donne”.
Come funziona? Composta da un tubicino flessibile di plastica a forma di T, attraverso una membrana permeabile rilascia direttamente nell’utero una bassa dose di ormone progestinico levonorgestrel (una media di 6 mcg al giorno). In questo modo, a differenza di altre forme di contraccezione, solo piccole quantità di ormone entrano nella circolazione sanguigna.
“Finalmente – ha aggiunto Arisi – anche nel nostro Paese abbiamo a disposizione sistemi contraccettivi intrauterini di ultima generazione. Inoltre Jaydess può essere tranquillamente utilizzata anche dalle donne che non hanno mai avuto figli".
Il costo? Circa 4 euro al mese, per 3 anni.
 
Educazione alla sessualità consapevole. 
“C’è una mancanza di cultura della sessualità e della contraccezione consapevole tra i giovani, ma anche tra gli insegnanti – ha concluso Scollo – per questo la Sigo presenterà al ministro della Pubblica istruzione un progetto per dare informazioni al corpo docente e trasmetterle poi a caduta tra i giovani. L’obiettivo è far cadere alcune barrire culturali che ancora esistono. Un’informazione che deve iniziare dalle scuole medie e proseguire nelle classi superiori. Il linguaggio dei ragazzi è molto semplice e non dobbiamo orientarci su questa semplicità chiarendo dubbi e dando loro certezze. l'idea è partire con il prossimo anno scolastico”.