Teenager dipendenti dalla pornografia

Selezionata da Pietro Cazzola

AdolescentiE’ allarme pornodipendenza tra i giovanissimi. A lanciarlo è stato Stefano Bovero, psicologo e psicoterapeuta, in occasione del recente Festival dei Saperi Educativi organizzato dall'Istituto Progetto Uomo.
L’esperto ha reso noti i dati del fenomeno: più della metà degli adolescenti tra i 14 e i 16 anni ha visto materiale pornografico; dal 2005 il numero degli utenti dei siti porno è quasi raddoppiato passando da 5 ad 8 milioni di utenti, il 10% dei quali sono minorenni (il 46% è composto da ragazze). E ancora: il 25% dei teenager che abusa di immagini porno è a rischio di disfunzioni sessuali e il 50% a rischio di dipendenza da sesso.
I dati sono stati raccolti dall’Osservatorio sui Diritti del Minore presso la Commissione Parlamentare alla Famiglia e si riferiscono ad un campione di 500 ragazzi tra i 14 e i 16 anni di entrambi i sessi. L’indagine ha mostrato che il 50% dei maschi e delle femmine ha dichiarato di nutrire una costante attenzione ai film porno e quindi, spiega l’esperto, sono a rischio dipendenza.
Gli adolescenti sono estremamente vulnerabili perché si trovano in una fase del proprio sviluppo sessuale e affettivo molto delicata: alla ricerca costante e spesso conflittuale di una propria identità, rischiano molto più degli adulti di sviluppare una dipendenza da sesso che, se non è un fenomeno nuovo, è stato solo recentemente inserito nell’elenco delle nuove dipendenze e trova terreno fertile nelle centinaia di opportunità offerte dalla rete.
Grazie ad Internet, infatti, i video pornografici e le immagini sono scaricabili facilmente, spesso gratuitamente, e alla portata di tutti. Ma come si manifesta la pornodipendenza? L’abuso di pornografia innesca un meccanismo di assuefazione: l’area cerebrale deputata al rilascio di dopamina viene ripetutamente sovraeccitata e pian piano si atrofizza, rilasciando una quantità di dopamina sempre inferiore e richiedendo una continua sollecitazione, sempre crescente, proprio come accade con una crisi di astinenza.
E questo processo influenza negativamente lo sviluppo affettivo e sessuale dei giovanissimi: Bovero spiega che uno studio dell’Università di Padova ha scoperto che un quarto dei giovani che fanno abuso di pornografia sviluppa disfunzioni sessuali (il 14% non crea rapporti reali con l’altro sesso e il 25% soffre di calo di desiderio o eiaculazione precoce).
Questo perché i ragazzi si abituano a fare tutto da soli. La pornografia "disabitua a contesti erotico-affettivi reali eliminando la corrente di tenerezza: la pratica esasperata dell’autoerotizzazione mediata dalla pornografia favorisce il calo del piacere e del desiderio erotico verso un autentico oggetto d’amore. L’eiaculazione precoce obbedisce alla stessa logica, 'risolvendo' in fretta l’incapacità relazionale del soggetto le cui risorse neurologiche vengono progressivamente consumate determinando modificazioni nella chimica cerebrale. Oltre a ciò va in particolare considerata la profonda distorsione dell’immagine della donna e dell’amore che la frequentazione dei siti porno inevitabilmente determina”.