«Psicofarmaci e adolescenti, dati non veritieri»

Selezionata da Pietro Cazzola

FarmaciMILANO - Troppi psicofarmaci assunti dagli adolescenti? Sì, secondo i risultati del 15° rapporto italiano del progetto europeo ESPAD (European school project on alcol and other drugs), curato dall'Istituto di fisiologia clinica del CNR di Pisa. Ma i numeri, preoccupanti, riportati nel documento non sarebbero del tutto veritieri. Ne sono convinti gli esperti dell'IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA). L'indagine è stata condotta nel 2012 su un campione di 15-16nni italiani, che hanno risposto a domande sull'uso di alcol, droga e sostanze psicoattive.

I NUMERI - L’8% degli studenti intervistati ha dichiarato di avere assunto almeno una volta nella vita psicofarmaci dietro prescrizione medica, mentre il 15% ha dichiarato di averli presi senza prescrizione. Ma i dati sulle prescrizioni fatte dai medici, aggiornati ogni anno, indicano che la percentuale di adolescenti di 15-16 anni che hanno ricevuto una o più prescrizioni di psicofarmaci nel corso della loro vita è dell'1,5%. «Questa stima è pressoché costante nel corso degli ultimi anni - spiega Maurizio Bonati, Capo del Dipartimento Igiene Pubblica dell’Istituto Mario Negri -. Sebbene l’1,5% possa essere considerato come sottostimato, poiché alcune classi di psicofarmaci come gli ansiolitici non sono rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale, è difficile giustificare tale divario tra quanto prescritto e quanto dichiarato dagli studenti». Inoltre - sottolineano gli esperti - che un farmaco sia stato prescritto non significa automaticamente che sia stato assunto.

FARMACI PER DORMIRE - «L’indagine campionaria fornisce informazioni sul consumo dei farmaci, anche di quelli assunti senza il consiglio del medico - aggiunge Bernardo Dalla Bernardina, presidente della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza -. Questi studi sono però gravati da alcuni limiti, tra cui la capacità della persona intervistata di ricordare che cosa ha assunto, e la comprensione e interpretazione delle domande poste. Nel caso della versione italiana del questionario ESPAD non è chiaro quale possa essere l’interpretazione di un adolescente della domanda "in quante occasioni hai fatto uso di farmaci per dormire e/o rilassarsi?"». Il 6% degli intervistati dice di averli usati senza prescrizione medica, ma è possibile che alcuni studenti abbiano considerato "farmaci per dormire" anche prodotti fitoterapici come camomilla e valeriana o integratori (come la melatonina): medicinali ben diversi dagli ansiolitici tipo l'alprazolam o il lorazepam. Secondo i medici del Mario Negri e della SINPIA, «il questionario originale in inglese era più specifico perché chiedendo di "sedativi o tranquillanti" si riferiva in modo preciso ad alcune classi di farmaci».

PER DIMAGRIRE - Non solo. «Appare anche discutibile, almeno per il contesto italiano, considerare i "farmaci per dimagrire" (seconda classe di farmaci più utilizzata, in base al rapporto ESPAD, con una percentuale di utilizzatori pari al 3%) come psicofarmaci; contribuendo quindi alla stima del 15% di adolescenti che si autoprescrive questo tipo di medicinali. In Italia non sono in commercio psicofarmaci con questa indicazione e quindi l’uso, se fosse vero, rimanderebbe a un acquisto illegale di farmaci o a un impiego equiparabile a quello di una sostanza d’abuso. Non è da escludere, quindi, che molte delle risposte affermative alla domanda "in quante occasioni hai fatto uso di farmaci per dimagrire?" si riferissero all’utilizzo di integratori alimentari».

STIME ATTENDIBILI - Infine gli esperti ritengono che, poiché nel questionario non era previsto che si indicasse anche il nome del farmaco utilizzato, non sia possibile valutare le risposte di quel 15% di adolescenti che riferisce di essersi autoprescritto psicofarmaci. «Occorre maggiore cautela nell’interpretazione dei risultati pur sostenendo la necessità che il Ministero della Salute e l’Agenzia Italiana del Farmaco promuovano sistemi di sorveglianza attiva e di programmi finalizzati al monitoraggio della prescrizione di psicofarmaci a bambini e adolescenti, come fatto in passato per l’uso degli psicostimolanti per la terapia del deficit di attenzione e iperattività - concludono gli esperti -. Solo disponendo di stime attendibili circa l’uso razionale dei farmaci sarà possibile migliorare, in termini di efficacia e sicurezza, i percorsi terapeutici volti a rispondere ai bisogni di salute dei bambini e degli adolescenti».