La pubblicità del tabacco convince gli adolescenti

Selezionata da Pietro Cazzola

FumoBasta esporre un adolescente a immagini e spot sulle sigarette per accrescere le probabilità che inizi a fumare: secondo uno studio pubblicato su Open BMJ, ogni 10  pubblicità viste le probabilità che un adolescente non fumatore inizi a fumare crescono del 40%, e del 30% quelle che si trasformi in fumatore abituale. Dice Matthis Morgenstern, ricercatore dell'Institute for Therapy and Health Research di Kiel in Germania, e primo autore dell'articolo: «I produttori di tabacco sono stati tra le prime aziende a utilizzare strategie di marketing integrato, ma continuano a negare che la pubblicità si rivolga ai giovani, affermando che il suo scopo è mantenere e incrementare le quote di mercato dei consumatori adulti». Al contrario, molti dati indicano che la pubblicità e le attività promozionali delle aziende produttrici di tabacco sono fattori di rischio per la diffusione di fumo negli adolescenti. Sulla base di questi risultati, l'articolo 13 della Convenzione quadro dell'OMS sul controllo del tabacco prevede il divieto totale di pubblicità del tabacco, promozione e sponsorship, ma in molti paesi che hanno vietato la pubblicità del tabacco in televisione, radio, giornali e riviste, il marketing del tabacco è in certi casi ancora tollerato. Spiega il ricercatore «Da un punto di vista scientifico, il modo migliore per studiare gli effetti della pubblicità del tabacco sarebbe un trial randomizzato controllato, ma questo disegno sarebbe non etico e poco pratico. L'alternativa sono gli studi osservazionali, in cui per dimostrare una causalità il fattore di rischio (per esempio la pubblicità del tabacco) deve precedere l'effetto ipotizzato (l'assorbimento di fumo nei giovani) con un'associazione forte e coerente». Tutti elementi che, guarda caso, sono emersi dallo studio tedesco, un'indagine longitudinale di 30 mesi svolta in 21 scuole pubbliche in tre stati tedeschi cui hanno partecipato 1.320 studenti mai stati fumatori di età compresa tra 10 e 15 anni. «Durante il periodo di osservazione, il 5% dei ragazzi mai stati fumatori hanno fumato più di 100 sigarette e il 4,4% sono stati diventati fumatori quotidiani» sottolinea Morgernstern. E conclude: «I dati dello studio dimostrano lo stretto legame tra esposizione alla pubblicità del tabacco e abitudine al fumo, sostenendo la fondatezza del divieto totale alla pubblicità auspicata dall'Organizzazione mondiale della sanità sul controllo del tabacco».

BMJ Open 2013;3:e002907