Disturbi del comportamento alimentare. Le raccomandazioni dell'ISS per i giovani

Selezionata da Pietro Cazzola

AdolescentiDisturbi del comportamento alimentare. Sotto questo nome si nascondono un insieme di sindromi a etiologia multifattoriale, caratterizzati da alcuni elementi psicopatologici comuni, comprendenti un insieme di alterazioni affettive, cognitive e comportamentali strettamente correlate all’ingestione di cibo e all’immagine corporea. E sono pericolosi per la salute di chi ne soffre. In totale, circa tre milioni di persone in Italia e decine di milioni di giovani nel mondo si ammalano ogni anno.
Per ogni 100 ragazze in età adolescenziale, si stima che 10 soffrano di qualche disturbo collegato all’alimentazione, 1-2 delle forme più gravi come l’Anoressia e la Bulimia, le altre in manifestazioni cliniche transitorie e incomplete.
La difficoltà di conoscere esattamente la diffusione dei disturbi del comportamento alimentare rispetto ad altre malattie, oltre che nella complessità di uniformare gli studi, risiede nella particolarità di un disturbo la cui prevalenza nella popolazione generale è molto bassa, ma che può raggiungere tassi molto alti in sottopopolazioni specifiche; ciò sia nella tendenza delle persone affette ad occultare il proprio disturbo e disagio e ad evitare, almeno per un lungo periodo iniziale, l’aiuto di professionisti che nella possibilità di un progetto di cura tempestivo.
Se i dati epidemiologici comuni a tutte le ricerche internazionali riguardanti la prevalenza per l’età e il sesso della popolazione colpita dal disturbo ci indicano un rapporto femmine - maschi di 9 a 1 e un aumento dell’incidenza della patologia bulimica rispetto a quella anoressica, nel contesto italiano i dati disponibili su incidenza e prevalenza dei Dcs (disturbi del comportamento alimentare) appaiono significativamente discordanti. Inoltre stiamo assistendo a un continuo mutare dei disturbi stessi: è sempre più difficile trovare delle forme pure di Anoressia e Bulimia, mentre proliferano disturbi sotto-soglia che non rientrano nei criteri diagnostici condivisi.
Per rispondere alla necessità di rendere disponibili dati epidemiologici e raccomandazioni basate sulle evidenze scientifiche da condividere a livello nazionale, l’Ufficio Relazioni Esterne dell’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con l’Ausl n.2 dell’Umbria e con il patrocinio del Ministero della Salute, ha promosso il 24 e 25 ottobre all’Istituto Superiore di Sanità la Conferenza nazionale di consenso sui Disturbi del Comportamento Alimentare.
Il risultato dei due giorni di lavoro è stato un Documento di Consenso redatto da un panel giuria basato sull’analisi critica della letteratura scientifica più aggiornata. Il documento raccoglie una serie di raccomandazioni, elaborate da un gruppo di esperti multidisciplinare e multiprofessionale. per una gestione appropriata dei Dca nelle aree di intervento: epidemiologia, prevenzione e modelli organizattivi.