Adolescenti cinereporter per sfatare il mito dello sballo

Selezionata da Pietro Cazzola

AdolescentiPrendi una dozzina di ragazze e ragazzi dagli 11 ai 16 anni e spiegagli un po' di cose, in maniera semplice ed efficace sull'uso dell'alcol, delle sostanze stupefacenti, della voglia di trasgressione e degli stili di vita che lì per lì danno piacevoli sensazioni ma poi possono mettere a repentaglio la propria salute, i rapporti con chi ti sta intorno, l'incolumità propria e degli altri. E magari lancia loro un'idea: che ne dite di fare insieme un filmato?
È così che ha fatto un gruppo di adolescenti che frequentano il Centro diurno semiresidenziale "Lo scarabocchio" messo in piedi dalla cooperativa sociale l'Abbaino che ha sede alla Madonnina del Grappa in via delle Panche. Armati di videocamera si sono improvvisati cinereporter ed hanno messo sotto torchio una nutrita schiera di esperti che tutti i giorni aiuta, consiglia, guida, supporta chi è cascato nel vortice delle dipendenze ed è schiavo della bottiglia, dello spinello, di una siringa, di una slot machine, di una sigaretta o di una carta di credito con la quale comprare qualsiasi cosa senza più freni.
I ragazzi hanno seguito un percorso educativo con gli operatori del Servizio alcologico territoriale del Q5 che ha sede in via Lorenzo il Magnifico e - accompagnati dal dottor Andrea Quartini e da Ginetta Fusi che in quel servizio fa l'educatrice professionale, con la supervisione della dottoressa Adriana Iozzi, responsabile di quel centro dell'Azienda sanitaria di Firenze - al termine del loro viaggio alla scoperta delle problematiche legate all'uso di alcol e altre sostanze, hanno prodotto un video di 50 minuti, poi "tagliato" a 30 per renderlo più incisivo. Si tratta di una serie di interviste che raccontano gli effetti e i danni provocati dalle varie sostanze, cercano di spiegare i motivi che inducono molti ragazzi a cercare lo sballo, informano su come ci si può sottrarre a quelle schiavitù, ricominciare una vita serena ed altrettanto piena e gratificante, e quali sono i servizi esistenti a cui ci si può rivolgere per farsi aiutare.
Sono state intervistate la dottoressa Sandra Nutini del Centro antifumo di Careggi, la dottoressa Brunella Occupati della Tossicologia medica di Careggi, il dottor Gabriele Bardazzi del Servizio alcologico del Q5 ed altri operatori di quel SerT, Lorenzo Bonavita della Commissione locale patenti della Asl 10 a San Salvi.
Il filmato è stato proiettato lunedì 8 luglio ad una trentina di presenti tra ragazzi e genitori, orgogliosi dei loro figli, durante il terzo ed ultimo incontro della 4a edizione di "We think we don't drink" (Pensiamo, non beviamo), il percorso educativo organizzato appunto dall'Azienda sanitaria di Firenze insieme al Centro diurno "Lo scarabocchio".
È stato un progetto ambizioso ma molto gratificante: la curiosità e l'entusiasmo dei ragazzi ha contagiato medici e operatori che si sono concessi con passione alle domande anche scottanti delle interviste.

Azienda Sanitaria di Firenze