Bergamo. L’ASL mette in campo una task force per gli adolescenti

Selezionata da Pietro Cazzola

 

L’ASL di Bergamo mette in campo una task force per gli adolescenti

Creare degli spazi di dialogo in cui i ragazzi possano essere liberi di confidarsi con esperti nel campo delle problematiche legate all’adolescenza. Questo è l’obiettivo dell’ultima iniziativa messa in campo dallaA.S.L. di Bergamo guardando ai bisogno dei giovani,soprattutto in un’età delicata come quella adolescenziale, e delle famiglie.
Si è parlato di questo progetto durante il convegno“Prendersi cura degli adolescenti oggi per la salute riproduttiva di domani”, organizzato e promosso venerdì 19 aprile dalla Direzione dell’ASL di Bergamo, che è stato l’ocasione epr fare il punto sugli interventi di prevenzione, di promozione della salute e di contraccezione.
“L’adolescenza è un’età critica, durante la quale si verificano cambiamenti sia a livello corporeo sia somatico. Oltre all’aspetto sanitario, infatti, non va sottovalutato quello psicologico” – ha spiegato la dottoressa Metella Dei, medico e docente all’Università degli studi di Firenze, intervenuta all’incontro.
“Solitamente, la nostra società tende a parlare poco dei cambiamenti legati a questo passaggio dell’età evolutiva. Spesso i ragazzi faticano a parlarne con i propri genitori o con i prorpi familiari, oppure mamma e papà faticano ad accettare che la propria figlia o il proprio figlio possano già avere una loro vita sessuale e si possono generare conflitti intergenerazionali. Va considerato, inoltre, che l’età delle prime esperienze affettive e delle prime relazioni con l’altro sesso è scesa rispetto al passato: tendenzialmente, già a 13, 14 o 15 anni si comincia ad avere i primi rapporti. Per questo è necessario aprire dei canali di dialogo con gli adolescenti e i preadolescenti, affrontando queste tematiche, e fornendo loro l’opportunità di spazi in cui confidarsi con la presenza di esperti, come ginecologi, ostetriche e psicologi.
Per rispondere a questa esigenza, nelle ultime setimane, sono stati aperti quattro spazi giovani,con delle aperture pomeridiane, dedicate a questi argomenti, nei consultori di Bergamo, Dalmine, Gazzaniga e Gazzaniga.
Sulla base delle indicazioni che si raccoglieranno dal funzionamenti di questi punti, sarà possibile intervenire analogamente anche negli altri quattordici consultori che conta la provincia.
In questi luoghi, diversi dal classico ambiente ospedaliero, le ragazze e i ragazzi, dopo la scuola, possono venire singolarmente ma anche in coppia, accompagnati dal fidanzato o dalla fidanzata, o insieme ad alcuni amici, in modo informale e avere gratuitamente, tutte le informazioni di cui necessitano per sviluppare una necessaria consapevolezza. Le ragazze sono la parte più sensibile e debole, che vive in modo diretto le conseguenze, anche a livello fisiologico, di un rapporto. Quindi, tendenzialmente, si confidano con maggior facilità.
Il progetto, già attivo in altre regioni, ha dato risultati positivi e si può dire che sia un intervento dotato di una certa efficacia” – ha continuato. “Un ruolo molto importante è rivestito dalla collaborazione tra gli enti, le istituzioni, i Comuni, gli assistenti sociali e le famiglie: agendo in modo coordinato è possibile mettere in campo una vera e propria task force per aiutare i giovani. Sia da un punto di vista specificatamente legato all’ambito relazionale e affettivo, sia riguardo alle problematiche che, più in generale, interessano il mondo giovanile, come l’uso e l’abuso di alcool o l’assunzione di sostanze psicoattive.
È importante che i genitori sappiano che i loro figli possono contare sull’ascolto e sulla presenza di professionisti competenti ed esperto, costruendo un rapporto di fiducia” – ha concluso.
Il responsabile della comunicazione e delle relazioni con il pubblico dell’Azienda Sanitaria Locale di Bergamo Rita Moro ha affermato: “Il lavoro di rete sul territorio sta procedendo molto bene. Si sono costruite delle ottime sinergie tra i diversi soggetti impegnati in questa materia, con l’A.S.L. di Bergamo impegnata in prima linea e molto attenta alle problematiche legate alla persona. In questo modo si offre un servizio in grado di intervenire e di fare formazione sugli adolescenti, che saranno gli adulti di domani”.

Paolo Ghisleni