Cancro tiroideo nei giovani: quello secondario è più mortale del primitivo

Selezionato da Pietro Cazzola

Cancro tiroideGli adolescenti e i giovani adulti che sviluppano un tumore alla tiroide sotto forma di cancro secondario hanno un rischio di morte significativamente maggiore rispetto ai coetanei con cancro tiroideo primitivo. Queste sono le conclusioni appena pubblicate su Cancer di uno studio che sottolinea l’importanza dello screening tra i giovani sopravvissuti a un tumore per rilevare i primi segni di una neoplasia tiroidea potenzialmente pericolosa per la vita. Dice Melanie Goldfarb, professore associato di chirurgia alla University of Southern California Keck School of Medicine di Los Angeles: «Il cancro della tiroide è tra i cinque tumori più comuni negli adolescenti e giovani adulti di età compresa fra 15 e 39 anni. Può svilupparsi come cancro iniziale o anche, sebbene più raramente, dopo il trattamento per un cancro preesistente». Così Goldfarb e il collega David Freyer del Children Hospital di Los Angeles hanno progettato uno studio per confrontare le caratteristiche, il trattamento e la sopravvivenza di tutti i tumori tiroidei primitivi e secondari documentati tra il 1998 e il 2010 negli adolescenti e nei giovani adulti inseriti nell’archivio dati dell''American College of Surgeons National Cancer Database. «Dei 41.062 casi registrati, 1.349 (il 3,3%) avevano avuto un tumore maligno precedente, e rispetto ai casi di tumore tiroideo primitivo, quelli secondari avevano maggiori probabilità di essere più piccoli, più aggressivi e di presentarsi a focolai multipli» spiega la chirurga, aggiungendo che i pazienti con carcinoma tiroideo secondario avevano un rischio 6,6 volte maggiore di morire rispetto ai pazienti con cancro primitivo, anche se la sopravvivenza dopo opportuna terapia è eccellente in entrambi i casi, superando il 95%. «Con questi risultati si spera di stimolare la ricerca futura per verificare se ci sono cause biologiche, ambientali o correlate al trattamento che possano giustificare le differenze di sopravvivenza tra neoplasie tiroidee primitive e secondarie» conclude Goldfarb.