Binge drinking, l’esperto: in Italia numeri impressionanti tra i giovani

Selezionata da Pietro Cazzola

AlcolIn Inghilterra il consumo di alcol sta diventando un’emergenza nazionale. Nei giorni scorsi sono state diffuse cifre impressionanti, da cui risultano un milione all’anno i ricoveri in qualche modo legati all’alcol. Ma la situazione più preoccupante riguarda i giovani. Uno tra i principali esperti italiani in materia, Antonio Gasbarrini, spiega che spesso tutto inizia nell’adolescenza o anche prima: «in Gran Bretagna c’è stato un incremento degli accessi al pronto soccorso per intossicazione acuta da alcol sia nella fascia sotto gli 11 anni che tra gli 11 e i 18». E in Italia? «Non abbiamo dati di questo tipo, però le ultime rilevazioni commissionate nel 2011 dall’Osservatorio permanente sui giovani e l'alcool fanno pensare che qualcosa di analogo stia succedendo anche nel nostro Paese. Qui non stiamo parlando di uso cronico di alcool, che ha tutta una serie di altre problematiche e non è molto diffusa tra i ragazzi. Ma l’intossicazione acuta da alcol è un problema anche da noi: è il fenomeno del binge drinking». Secondo una delle definizioni più usate, si parla di binge drinking quando si bevono più di cinque drink fuori pasto in meno di due ore di tempo. «È la cultura dello sballo tipica dei fine settimana – ricorda Gasbarrini - e i numeri sono impressionanti: nella fascia dei ragazzi minorenni che hanno accesso ai nostri pronto soccorso per intossicazione acuta, uno su quattro ha meno di 13 anni, inoltre il 15% dei ragazzi tra i 13 e i 17 ha episodi di binge drinking». È un problema sociale ma anche sanitario: «questi ragazzi avranno un rischio molto più alto di sviluppare in futuro malattie croniche legate all’alcol come l’epatopatia cronica, le malattie degenerative e cardiovascolari; l’alcol è il primo cofattore della maggioranza delle malattie croniche e ha implicazioni gravissime per il singolo e per la società».

Renato Torlaschi